Resoconto del webinar TELL “Knowledge Rights 21 e prestito digitale”, con l’avv. Deborah De Angelis, coordinatrice italiana di Knowledge Rights 21, moderato da Anna Maria Tammaro.
Biblioteche dalla parte degli utenti
In apertura, Anna Maria Tammaro ha ricordato che i bibliotecari non sono neutrali: il loro compito è tutelare l’accesso degli utenti alla conoscenza. Anche licenze e contratti relativi agli e-book dovrebbero quindi essere valutati a partire da una domanda essenziale: facilitano oppure ostacolano l’incontro tra il lettore e il libro?
Il progetto europeo TELL traduce in azioni concrete le raccomandazioni del Consiglio d’Europa sulle biblioteche. L’Asse V, dedicato a diritto d’autore e patrimonio, indica tre priorità: contrastare le licenze predatorie, favorire tecnologie aperte e interoperabili e garantire l’accessibilità universale.
Le biblioteche affrontano oggi una vera e propria “crisi del diritto d’acquisto”: diversamente dai libri cartacei, gli e-book non vengono normalmente acquistati, ma concessi in uso attraverso licenze che limitano accesso, conservazione e prestito.
Knowledge Rights 21: “Let Libraries be Libraries”
Deborah De Angelis ha presentato Knowledge Rights 21 (KR21), programma promosso da IFLA per adeguare il diritto d’autore all’ambiente digitale. L’obiettivo è consentire alle biblioteche di svolgere anche online le loro funzioni fondamentali: costruire collezioni, garantirne l’accesso, conservarle e cooperare con altre istituzioni.
L’Action Plan di KR21, Safeguard, Access, Empower Europe, chiede tempi ragionevoli di accesso ai contenuti, contratti rispettosi dell’interesse pubblico, limiti alle misure tecnologiche di protezione e il recepimento dei principi già affermati dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea.
E-book e prestito digitale sicuro
Il webinar ha chiarito la differenza tra due modalità di prestito digitale:
- gli e-book nativi digitali, concessi alle biblioteche attraverso licenze sottoscritte con editori o piattaforme come MLOL;
- l’Independent Secure Digital Lending (ISDL), che permette alla biblioteca di digitalizzare un volume cartaceo della propria collezione e prestarlo in un ambiente protetto, secondo il principio “una copia, un utente”.
La distinzione è ancora poco conosciuta: il 63% dei partecipanti al sondaggio iniziale non sapeva distinguere i due sistemi, mentre il 18% riteneva equivalenti l’acquisto di un e-book e quello di un libro cartaceo.
Le criticità delle licenze
Uno studio del CREATe Centre dell’Università di Glasgow, commissionato da KR21, ha evidenziato numerosi problemi nel mercato europeo degli e-book:
- prezzi molto superiori rispetto alle edizioni cartacee;
- obbligo di acquistare pacchetti comprendenti titoli non richiesti;
- rifiuto di concedere determinate licenze;
- clausole di riservatezza che impediscono il confronto delle condizioni;
- forte squilibrio contrattuale a favore dei titolari dei diritti.
KR21 Italia ha segnalato queste criticità all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha richiesto ulteriori evidenze e il coinvolgimento di cinque biblioteche italiane.
I progetti RELiDA e LEAD-NILDE
Da questa attività nasce RELiDA – Reforming E-book Lending in Italy for Digital Access, promosso da KR21 Italia con il gruppo CLAKP del CNR. Il progetto prevede la raccolta di dati presso cinque biblioteche, un seminario nazionale di sensibilizzazione e una proposta di modifica degli articoli 68 e 69 della legge italiana sul diritto d’autore.
Parallelamente, LEAD-NILDE studia gli aspetti giuridici del prestito interbibliotecario e del document delivery digitale, con particolare attenzione alle biblioteche accademiche e di ricerca.
La giurisprudenza europea
Due sentenze della Corte di Giustizia UE costituiscono il principale riferimento per il prestito digitale:
- la sentenza Darmstadt–Ulmer riconosce alle biblioteche la possibilità di digitalizzare le opere delle proprie collezioni in determinate condizioni;
- la sentenza VOB–Stichting Leenrecht equipara il prestito digitale a quello cartaceo quando viene rispettato il modello “una copia, un utente”, la copia diventa inutilizzabile alla scadenza e agli autori è garantita un’equa remunerazione.
Nonostante queste aperture, nessuno Stato membro ha ancora recepito pienamente tali principi nella propria legislazione.
La situazione italiana
Un’indagine condotta nel 2025 su oltre 10.700 biblioteche italiane, con 440 risposte, mostra un quadro ancora fragile:
- il 62% non offre servizi di prestito digitale;
- solo il 3,86% utilizza forme di ISDL;
- appena il 25% dispone di personale dedicato ai servizi digitali;
- il 55% non conosce il quadro normativo;
- circa il 70% non dispone di competenze legali o risorse economiche adeguate;
- un terzo teme che l’assenza di questi servizi penalizzi chi non può recarsi fisicamente in biblioteca.
L’Italia può tuttavia contare su importanti reti cooperative, come SBN, NILDE, MLOL e i consorzi territoriali.
Prospettive future
Le prossime azioni riguarderanno la modifica della normativa italiana, la definizione di linee guida nazionali per l’ISDL e la creazione di una Community of Practice europea dedicata a e-book ed e-lending.
Il webinar ha mostrato con chiarezza che le biblioteche devono poter esercitare nell’ambiente digitale le stesse funzioni svolte da sempre in quello fisico. Per raggiungere questo obiettivo servono norme più chiare, maggiori competenze e condizioni contrattuali più equilibrate. Come ricordato durante l’incontro, non agire nel digitale non rappresenta una scelta neutrale, ma rischia di ampliare le disuguaglianze nell’accesso alla conoscenza.
A questo link è possibile vedere la registrazione completa dell’incontro: https://www.youtube.com/watch?v=uJdHMOOb1Cs