23/02/2026
Due giornate dense di lavoro, confronto e visione condivisa hanno caratterizzato l’incontro del Comitato di Coordinamento allargato della Rete delle Reti, svoltosi a Roma il 4 e 5 dicembre.
Si è trattato di un intenso momento di confronto e dialogo in cui la Rete delle Reti ha rimesso al centro scenari, domande e prospettive della cooperazione bibliotecaria. Un appuntamento che, ancora una volta, ha confermato quanto il valore della nostra Associazione risieda nella capacità di mettere in dialogo esperienze, sensibilità e prospettive differenti, trasformando la pluralità in una risorsa strategica.

La prima giornata è stata dedicata ai lavori di gruppo, articolati attorno a tre temi centrali per il futuro della cooperazione bibliotecaria: accesso unico, racconto della cooperazione e costruzione di un evento nazionale di valorizzazione delle biblioteche.
Il confronto sull’accesso unico ha evidenziato, fin dalle prime battute, la ricchezza e al tempo stesso la complessità del concetto. Accesso al patrimonio, accesso ai servizi, accesso come operazione comunicativa: prospettive diverse che hanno restituito l’immagine di un processo ancora in evoluzione. Accanto ai benefici – semplificazione per utenti e bibliotecari, maggiore qualità dei dati, potenziamento dei servizi interbibliotecari – sono emerse le naturali preoccupazioni legate alla privacy, alla governance dei dati e alla salvaguardia delle identità territoriali. L’accesso unico è stato così interpretato non come un punto di arrivo, ma come un percorso graduale, capace di accompagnare le biblioteche verso livelli sempre più uniformi di qualità.
Il tema del rapporto sulla cooperazione bibliotecaria in Italia ha generato una riflessione altrettanto stimolante. Più che quella di avere un documento tradizionale, è emersa l’esigenza di strumenti dinamici, narrativi, capaci di raccontare biblioteche e reti come sistemi in movimento. Buone pratiche, transizione, eccellenze, dimensione internazionale: parole chiave che suggeriscono un cambio di sguardo, orientato meno alla descrizione statica e più alla valorizzazione dei processi e delle trasformazioni in atto.

La discussione sull’ipotesi di un evento nazionale annuale ha rafforzato questa stessa prospettiva. L’evento è stato immaginato come un’esperienza aperta, diffusa, capace di uscire dagli spazi convenzionali e di incontrare direttamente le comunità. Una narrazione delle biblioteche non celebrativa ma vitale, inclusiva, in grado di generare impatto reale sui territori e di rendere visibile il ruolo sociale e culturale delle biblioteche.
La seconda giornata ha spostato l’attenzione sugli aspetti organizzativi e strategici dell’Associazione. Il Comitato di Coordinamento, la comunicazione e il tema dello staff sono emersi come nodi fortemente interconnessi.
È stata condivisa la necessità di rafforzare la comunicazione interna ed esterna, non solo come trasmissione di informazioni ma come strumento di partecipazione e coinvolgimento. Newsletter, sito web, canali social e strumenti più immediati sono stati letti come parti di un ecosistema comunicativo che deve sostenere il dialogo, valorizzare le esperienze e rendere sempre più riconoscibile il modello cooperativo.
Trasversalmente ai gruppi, un elemento è emerso con particolare chiarezza: la centralità dello staff. La crescita delle attività, l’intensificazione delle relazioni istituzionali, le prospettive progettuali e di advocacy rendono ormai indispensabile una struttura operativa stabile e adeguatamente sostenuta. Lo staff non è stato interpretato come un semplice supporto organizzativo, ma come condizione strutturale per garantire continuità, efficacia e sviluppo alle azioni della Rete delle Reti.
Le due giornate di Roma hanno così restituito un’immagine nitida dell’Associazione: una rete in movimento, impegnata a interrogarsi criticamente sui propri strumenti, sui propri modelli e sulle proprie prospettive. Un percorso che non cerca soluzioni semplificate, ma che assume la complessità come dimensione inevitabile – e fertile – della cooperazione.