Fai sentire la tua voce

Fai sentire la tua voce: partecipa al lavoro di revisione delle Linee guida IFLA per le biblioteche per ragazzi 16/09/2025 di Antonella Lamberti, IFLA Section Libraries for Children and Young Adults La Sezione IFLA Libraries for Children and Young Adults ha intrapreso un percorso di revisione delle Guidelines for Libraries for Children and Young Adults del 2018 (traduzione in italiano qui: Linee guida IFLA per i servizi bibliotecari per ragazze e ragazzi 0-18 ). La revisione è portata avanti da un gruppo di lavoro attraverso laboratori in presenza, incontri ed interviste ed è coordinato dalla professoressa Carolynn Rankin che ha curato la complessa stesura dell’edizione passata. Il lavoro di revisione è stato promosso anche durante il recente WLIC ad Astana e durante la 2nd International Library and Technology Festival che si è svolto a Istanbul lo scorso aprile presso la Rami Library. Sarebbe davvero interessante che colleghi e colleghe delle biblioteche italiane per ragazzi o delle sezioni ragazzi delle biblioteche pubbliche partecipassero a questa indagine. Nelle biblioteche italiane le attività e i servizi per l’infanzia e l’adolescenza sono numerosi e sempre pronti a evolversi, attivi e in fermento. Ci sono alcune parti dell’edizione 2018 che potrebbero aver bisogno di un inquadramento diverso, temi nuovi sicuramente da considerare o sezioni da approfondire. Certa che il vostro, il nostro, contributo possa essere di grande utilità alla comunità internazionale, replico l’appello che rivolsi nel 2017 ai colleghi toscani in occasione del convegno a cui parteciparono i colleghi IFLA, e durante il quale svolgemmo attività per la revisione delle linee guida in preparazione allora: Fai sentire la tua voce! Ecco allora il link del form da compilare, attraverso il quale potrete dare il vostro contributo: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdRIJDtKp4HhMF5dsUtAf-b0erRwlQ_EDrgWzX8jq5qDHlrYQ/viewform?usp=sharing&ouid=117453901071457992947 Il form è in inglese e spero che questo non rappresenti un ostacolo, grazie ai traduttori online e al fatto che si tratta di un sondaggio breve, le cui domande principali sono poche, pensate per sollecitare input su temi o aree che si ritengono principalmente da revisionare, idee per aggiunte o cambiamenti e le difficoltà che vedete riportando le linee guida alla vostra biblioteca. In ogni caso, sono a disposizione per raccogliere domande e interventi. Grazie! (antonella.lam@gmail.com)
Un rinnovato strumento per l’advocacy delle biblioteche scolastiche: il Manifesto IFLA-UNESCO 2025

Un rinnovato strumento per l’advocacy delle biblioteche scolastiche: il Manifesto IFLA-UNESCO 2025 16/09/2025 di Luisa MarquardtIFLA School Libraries Section Chair (2023-2025), IFLA CPDWL (2025-2029), AIB CNBS, IASL Il Manifesto IFLA-UNESCO delle biblioteche scolastiche 2025 è stato approvato all’unanimità dall’Unesco, nell’ambito dell’IFAP – Information For All Programme, nella seduta del 24 aprile scorso. L’evento, al quale in rappresentanza dell’IFLA hanno partecipato di persona Claire McGuire, funzionaria IFLA incaricata dei rapporti con l’UNESCO e altri enti internazionali, e da remoto Valèrie Glass, professeur documentaliste e membro attivo dell’APDEN, e l’autrice di questo articolo, entrambe Chair della School Libraries Section, rispettivamente nel periodo 2021-2023 e 2023-2025. Grande spazio a questo nuovo documento e strumento è stato dedicato durante l’IFLA WLIC ad Astana (https://2025.ifla.org/), non soltanto negli incontri organizzati dalla School Libraries Section – il “business meeting” del 17 agosto (https://iflawlic2025.abstractserver.com/program/#/details/sessions/52) e l’articolata open session del 18 agosto “The IFLA-UNESCO School Library Manifesto 2025 in Action” (https://iflawlic2025.abstractserver.com/program/#/details/sessions/100) -, ma anche in vari altri momenti e sessioni, tra cui una, il 20 agosto, “Regional Engagement, Global Impact: Connecting with UNESCO Regional Office in Almaty” (https://iflawlic2025.abstractserver.com/program/#/details/sessions/143), dedicata al ruolo nell’Asia Centrale dell’Ufficio UNESCO con sede ad Almaty. In apertura della sessione UNESCO, coordinata da Claire McGuire (IFLA Policy and Research Officer), sia Amir Piric, direttore dell’UNESCO Regional Office in Almaty, sia Majer Massanov, National Programme Officer for Communication and Information, sempre dell’UNESCO Regional Office in Almaty, hanno menzionato l’importanza del Manifesto IFLA-UNESCO delle biblioteche scolastiche 2025, confermando il supporto dell’ufficio per la diffusione del Manifesto ed eventuali ulteriori traduzioni. Perché l’approvazione dell’edizione 2025 del Manifesto delle biblioteche scolastiche è importante non tanto o soltanto per le biblioteche scolastiche in sé? Mentre da più parti si sollevano preoccupazioni per l’emergenza literacy nelle sue varie declinazioni e tipologie (compresa quella digitale e nella IA) e il declino delle competenze e delle abitudini di lettura, dall’altra numerosi studi dimostrano l’impatto positivo che una biblioteca scolastica, realmente funzionante in ogni scuola, pienamente integrata nella didattica e nel territorio, ha sull’apprendimento e sulla formazione della persona (come dimostrano le ricerche riportate, per esempio, dal Library Research Service, https://www.lrs.org/data-tools/school-libraries/impact-studies/, ma anche studi ‘nostrani’ come quelli di Marzoli e Papa, 2018 e 2021). Perché, quindi, non provare ad affrontare il problema della carenza delle competenze di lettura, scrittura, comprensione, produzione, pensiero critico, più in generale di cittadinanza attiva e responsabile, anche ripensando le biblioteche scolastiche? Interventi in tal senso sicuramente non sarebbero la panacea, ma costituirebbero un passo concreto per affrontare questioni urgenti, come le crescenti disuguaglianze. Dal globale al locale: l’importanza di documenti universali come testi fondamentali che hanno effetto a livello locale Documenti universali, rilasciati da enti sovranazionali con l’intento di risultare significativi e produrre risultati concreti in contesti anche molto differenti (per esempio, lo sviluppo della qualità dei sistemi di istruzione), svolgono un ruolo molto importante. Innanzitutto di tipo normativo, perché manifesti e linee guida, attraverso un linguaggio condiviso, offrono un terreno comune alle parti interessate in tutto il mondo e svolgono una funzione normalizzatrice, fissando una serie di principi che trascendono i contesti locali. Tali documenti contribuiscono anche alla costruzione di una più chiara e definita identità, in quanto, come nel caso delle Linee guida IFLA del 2015 e del Manifesto IFLA-UNESCO del 2025, aiutano le biblioteche scolastiche ad articolare la loro missione e i loro valori all’interno del più ampio ecosistema sia educativo sia bibliotecario, rafforzando la loro identità di attori essenziali nell’apprendimento, nell’alfabetizzazione e nell’inclusione. Affatto non trascurabile è poi l’aspetto cruciale della legittimità e del sostegno: il fatto che il Manifesto delle biblioteche scolastiche 2025 sia stato approvato congiuntamente dall’IFLA e dall’UNESCO conferisce autorevolezza ai bibliotecari scolastici e alle loro associazioni e gruppi, che possono utilizzarla per sostenere in modo più vigoroso, con maggiore decisione e orgoglio, le politiche, specialmente nei contesti nei quali le biblioteche scolastiche sono sottovalutate o sotto finanziate. Documenti generali, come i manifesti e le linee guida, sono infatti pensati per essere adattati agli specifici contesti – diversamente potrebbero risultare troppo generali o vaghi – e costituiscono una preziosa fonte di ispirazione delle strategie nazionali, degli standard professionali e delle politiche locali. Molti paesi hanno infatti integrato i principi del Manifesto delle biblioteche scolastiche del 1999 nei propri quadri educativi o nei progetti di sviluppo delle biblioteche scolastiche. Per quanto riguarda l’edizione del 2025, a livello di integrazione nelle politiche locali e di diffusione, per esempio il giorno stesso dell’approvazione si era tenuta in Cina una importante manifestazione di presentazione e diffusione del Manifesto. Un esempio interessante è costituito anche dalle Filippine, paese in cui il nuovo piano nazionale di sviluppo delle biblioteche scolastiche, lanciato nel mese di maggio 2025, prende spunto proprio dal nuovo Manifesto, grazie alla collaborazione tra il Ministero dell’istruzione filippino e l’IFLA School Libraries Section. Il Manifesto svolge quindi una funzione catalizzatrice del cambiamento e di riferimento per le riforme, sia nei contesti emergenti in cui le biblioteche scolastiche sono ancora in fase di sviluppo, sia nei sistemi avanzati che cercano di innovarsi, per esempio, sui versanti dell’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale, dell’inclusione e della sostenibilità (con riferimenti specifici, a questo riguardo, all’Agenda 2030). Il Manifesto delle biblioteche scolastiche tra continuità e sviluppo La prima versione del Manifesto delle biblioteche scolastiche (1999) ha plasmato decenni di pratiche, progetti nazionali e locali, piani di formazione. L’edizione del 2025 è frutto di un lungo processo di confronto e di elaborazione congiunta, particolarmente con la IASL – International Association of School Librarianship, l’associazione internazionale di biblioteconomia scolastica, con cui l’IFLA ha un accordo di collaborazione, rinnovato nel 2024. Il nuovo Manifesto si pone in ottica di continuità con il precedente documento, sottolineando la funzione educativa della biblioteca scolastica e la sua importanza nel processo di apprendimento e nelle attività di insegnamento. Allo stesso tempo, esso riflette questioni contemporanee urgenti, come la trasformazione digitale, l’equità e la cittadinanza globale, e i cambiamenti del tempo, compresa la trasformazione del ruolo delle biblioteche scolastiche, non più spazi principalmente incentrati sui libri, ma centri dinamici per l’alfabetizzazione informativa, la creatività, il benessere e l’innovazione, tra l’altro
Le Biblioteche in Europa: un’esperienza fuori dall’ordinario

Le Biblioteche in Europa: un’esperienza fuori dall’ordinario 29/07/2025 Entro il 2026, tra Lombardia e Lazio 50 candidature di reti e biblioteche sui principali bandi Europei. Non semplice ricerca di risorse economiche, ma un reale impegno sul terreno del capacity building, nello spirito delle raccomandazioni del Consiglio d’Europa 2023. di Simona Villa,fondatrice e CEO Studio 2di2 Da settembre 2023 è accaduto qualcosa di davvero straordinario nel mondo delle biblioteche lombarde. Nel senso più letterale del termine: fuori dall’ordinario. Per la prima volta, 10 reti bibliotecarie (che rappresentano circa 350 biblioteche) e numerose biblioteche singole, in qualità di capofila, hanno deciso di mettersi in gioco candidandosi, in qualità di capofila di progetto, ai principali bandi europei – Erasmus+, CERV, Europa Creativa, Interreg. Il risultato? Entro la primavera del 2026, saranno presentate circa 50 candidature a valere su questi programmi. Un dato che impressiona, non solo per la quantità, ma per la qualità del processo e la visione che lo ha sostenuto. Un risultato possibile grazie a una combinazione rara di fattori: la volontà politica e professionale di bibliotecarie e bibliotecari di esplorare nuove forme di progettazione e sviluppo; la maturità raggiunta nella cultura progettuale; un investimento economico mirato da parte di un importante attore filantropico lombardo; la guida esperta di un operatore con competenze sia sul mondo bibliotecario che sulla programmazione europea. L’elenco delle candidature parla da sé e restituisce la portata del lavoro svolto: Rete Bibliotecaria Bergamasca (RBBG) CERV 23; Erasmus+ 23 Sistema Bibliotecario della Lomellina Erasmus+ 23; Erasmus+ 24 Rete Bibliotecaria Mantovana CERV 24; Erasmus+ 24 Rete Bibliotecaria Cremonese CERV 24; Erasmus+ 24 Sistema Bibliotecario Seriate Laghi Erasmus+ 24; CERV 26; Erasmus+ 26 Sistema Bibliotecario Valle Seriana Erasmus+ 24; Europe Challenge 24; CERV 26; Erasmus+ 26 Sistema Bibliotecario Bassa Pianura Bergamasca Erasmus+ 24; CERV 26; Erasmus+ 26 Sistema Bibliotecario Area Dalmine Erasmus+ 24; CERV 26; Erasmus+ 26 Sistema Bibliotecario Area Nord Ovest CERV 26; Erasmus+ 26 Sistema Bibliotecario VCO CERV 26; Erasmus+ 26 Provincia di Bergamo CERV 26; Erasmus+ 26 CSBNO Europa Creativa 25; Europa Creativa 26 Biblioteca di Dalmine CERV 24; CERV 25 Biblioteca di Domodossola CERV 26; Erasmus+ 26 Biblioteca di Concesio CERV 25; Europa Creativa 25; Erasmus+ 26 Biblioteca di Paderno Dugnano CERV 25; Erasmus+ 26 Biblioteca di Baranzate CERV 25; Erasmus+ 26 Biblioteca di Rho CERV 25; Erasmus+ 26 Biblioteca di Arese CERV 25; Erasmus+ 26 Biblioteca di Verbania INTERREG 25 A queste realtà lombarde, si aggiungono quattro ulteriori candidature presentate nel medesimo periodo dalla Fondazione Castelli Romani, per un totale che sfiora le 50 progettualità in meno di tre anni. Perché è un passaggio cruciale? Questa massiccia partecipazione segna un cambio di passo per una serie di motivi diversi: proviamo ad elencare i principali e più significativi: le biblioteche italiane iniziano a percepire l’Unione Europea non più come un’entità distante, ma come uno spazio di opportunità concrete per il proprio sviluppo e per quello delle comunità servite; il lavoro in partenariato con altri attori europei ha generato un nuovo tessuto di relazioni e alleanze, che apre a progettazioni future più solide e continuative; ogni candidatura è stata preceduta da un percorso di formazione dedicato, centrato su euro-progettazione, coprogettazione e design thinking, che ha rafforzato le competenze interne al comparto. Non solo bandi, quindi, ma capacity building reale e condiviso.Non solo progettazione, ma una visione d’insieme, ispirata alle Raccomandazione del Consiglio d’Europa 2023 sulla Legislazione e la Politica delle Biblioteche in Europa e allineata con le priorità del Piano Nazionale Cultura 2023–2026. Oggi, questo percorso abilita le biblioteche italiane ad un ruolo nuovo: non più solo beneficiarie di fondi, ma co-protagoniste nella definizione delle politiche europee per la cultura e la partecipazione civica. In vista della programmazione 2028–2035, e di ciò che si sta delineando, è il momento di chiedersi: come possiamo incidere sulle prossime linee guida? Quale spazio possiamo aprire per una misura europea dedicata alle biblioteche? Le biblioteche hanno iniziato questo cammino ispirate da uno spirito che si può riassumere parafrasando John F. Kennedy: “Non chiederti cosa l’Europa può fare per te, ma cosa tu puoi fare per l’Europa.” Ora sappiamo quanto l’Europa abbia bisogno delle biblioteche per rendere concreta la cittadinanza attiva, sostenere il dialogo tra culture e costruire comunità più consapevoli, inclusive e partecipi. Nota del Direttore Come direttore di Rete delle Reti, desidero aggiungere una riflessione personale al prezioso racconto contenuto in questo articolo. Il lavoro svolto da decine di reti e biblioteche lombarde negli ultimi due anni, nel cimentarsi con bandi europei diretti come Erasmus+, CERV, Europa Creativa o Interreg, non rappresenta solo un risultato progettuale. È anche – e forse soprattutto – un esercizio collettivo di consapevolezza politica e strategica, che potrebbe ora aiutarci ad affrontare una sfida ben più ampia: quella dei Fondi strutturali europei per la coesione. L’Italia, nel settennio 2021–2027, ha a disposizione oltre 141 miliardi di euro per la politica di coesione, distribuiti tra Stato e Regioni. È su questi fondi – molto più cospicui di quelli diretti – che si giocano partite decisive per i territori: dalla rigenerazione urbana alla formazione, dalla digitalizzazione all’inclusione sociale. Se le biblioteche, attraverso i bandi diretti, hanno acquisito competenze, visione, e capacità di fare rete, allora oggi sono più preparate che mai per sedersi ai tavoli dove si decide la programmazione di queste risorse. Un segnale concreto di questa maturazione sta già nei risultati: almeno 5 progetti hanno ottenuto il finanziamento dell’Unione Europea su una ventina già presentati. Un risultato importante, non tanto per il numero in sé, quanto perché dimostra che le biblioteche italiane, quando decidono di provarci, hanno tutte le carte in regola per esserci, per contare, per generare valore anche in un contesto competitivo e internazionale. Per farlo su scala più ampia, è necessario un passo ulteriore: trasformare reti progettuali in reti di advocacy, capaci di dialogare con Regioni e Stato, portando dati, esperienze e alleanze a sostegno dell’idea che le biblioteche sono infrastrutture chiave per la coesione, l’innovazione sociale, la cittadinanza attiva. È una sfida che non possiamo affrontare da soli, ma che dobbiamo porci con coraggio.
Bibliopost: il forum dedicato ai bibliotecari di pubblica lettura

Bibliopost: il forum dedicato ai bibliotecari di pubblica lettura 29/07/2025 “Vogliamo trasformare l’associazione in una comunità professionale offrendo uno spazio per favorire il dialogo e il confronto…”. di Franco Perini Coordinatore Sistema Bibliotecario Nord-Est di Milano, affiliato Rete delle Reti Il forum (che è già online, pronto ad accogliere interventi, domande, contributi) nasce con questo obiettivo semplice ma ambizioso: trasformare l’associazione in una comunità professionale offrendo uno spazio per favorire il dialogo e il confronto, per condividere pratiche e soluzioni, aiutarsi a vicenda e, perché no, conoscersi meglio! Nei convegni e nella letteratura il confronto biblioteconomico è vivo ma coinvolge spesso solo una minoranza di addetti; manca ancora un luogo allargato, dove ci si confronti tra colleghi e si condividano opinioni, dubbi, esperienze, piccoli successi o difficoltà quotidiane. Nella routine delle biblioteche a volte manca il tempo per un confronto diretto anche tra colleghi, ma soprattutto manca un confronto tra chi lavora in contesti territoriali diversi, in un Paese così profondamente segnato da disparità territoriali e disomogeneità sociali e culturali. Eppure, tante sfide sono comuni: come riorganizzare spazi e servizi in un mondo sottoposto alla pressione di rapidi e continui cambiamenti, come realizzare le nostre attività con risorse risicate, quali strategie adottare per coinvolgere pubblici così differenziati, come rafforzare la presenza della biblioteca sul territorio, come comunicare al meglio, ecc. Il forum vuole essere il posto dove porre queste domande e cercare risposte, in uno spazio dinamico di confronto, ma vuole anche rappresentare il primo passo per costruire nuove relazioni professionali: non solo scambio di idee allora, ma contatti umani e reti professionali che possono rivelarsi preziose nel tempo. I contributi del forum potranno influenzare le attività della Rete delle Reti, diventare spunti per eventi, linee guida, formazione) oppure trasformarsi in un’opportunità, informale ma costante, di aggiornamento, confronto su normative, strumenti digitali, tendenze internazionali. Lo stile Rete delle Reti A volte, quando si parla di luoghi di confronto professionale, c’è il rischio che il tono sia troppo formale, o che un approccio giudicante disincentivi la partecipazione. Il forum della Rete delle Reti è diverso perché è pensato per essere inclusivo, rispettoso e informale. L’obiettivo è che ogni bibliotecario, a prescindere dal tipo di biblioteca in cui lavora o dall’esperienza accumulata, si senta libero di esprimersi senza timori. Qui nessuna domanda è “banale” e nessun intervento è sbagliato, tutti possono contribuire nei tempi e nei modi che preferiscono. E a garanzia di tutti c’è l’attività di moderazione, svolta dai gestori per assicurare il rispetto reciproco e la qualità del confronto. Come iscriversi Il forum è aperto a tutti, iscriversi è semplice: basta accedere a https://retedellereti.org/community/ e, dopo la registrazione, si può iniziare subito a leggere, commentare e aprire nuove discussioni. Che siate professionisti esperti o semplicemente curiosi di come lavorano gli altri, questo forum è il vostro spazio. Seguire gli interventi è semplice: basta iscriversi ai contenuti della discussione e si riceve un avviso via e-mail quando ne vengono pubblicati di nuovi. Il successo di uno strumento come il forum dipende da una cosa sola: la partecipazione di chi lo visita. Più siamo, più sarà utile e ricco di spunti. Entrate dunque, leggete, commentate, portate le vostre domande e le vostre idee: il forum è aperto.
La Rete delle Reti va verso il futuro

Forte e coesa, la Rete delle Reti va verso il futuro 28/07/2025 Il 2025 si sta rivelando un anno di crescita e cambiamento per la Rete delle Reti, un anno segnato da importanti tappe istituzionali volte a rafforzare la governance e ad ampliare le capacità operative dell’associazione. di Giuseppe De RighiPresidente di Rete delle Reti Il 25 giugno scorso si è tenuta l’Assemblea Ordinaria e Straordinaria, un momento significativo che ha visto la partecipazione attiva di numerosi soci.Sebbene la seduta straordinaria – convocata per l’approvazione di alcune importanti modifiche statutarie finalizzate a snellire le procedure interne e ampliare le attività associative – sia stata rimandata per mancanza del quorum necessario, l’assemblea ordinaria ha comunque portato avanti con successo alcuni punti cruciali per il futuro della Rete. Tra questi, portiamo all’attenzione in particolare l’approvazione unanime dei bilanci relativi agli anni 2022, 2023 e 2024. Si tratta di un passaggio fondamentale che, illustrato dettagliatamente dal direttore Gianni Stefanini e dal commercialista Carlo Alberto Nebuloni, è necessario per avanzare con la richiesta ufficiale di riconoscimento della personalità giuridica. Tale riconoscimento – approvato anch’esso all’unanimità – rappresenta una svolta strategica importante: consentirà alla Rete delle Reti una maggiore rappresentatività istituzionale e faciliterà notevolmente i rapporti sia istituzionali che economici con altri enti e organizzazioni. L’assemblea ha inoltre approvato il budget per il 2025, illustrato da Stefanini con la mia collaborazione. Il bilancio previsionale conferma un incremento delle attività associative, grazie alle entrate derivanti sia dalle quote associative sia dai numerosi progetti avviati, tra cui Propulsioni, TELL, le Olimpiadi della Cultura e diverse iniziative in Emilia-Romagna. Un momento particolarmente rilevante sarà l’incontro in presenza previsto a Bari, per il quale si sta definendo un finanziamento specifico con la Regione Puglia. Tuttavia, è rimasto aperto un punto fondamentale, ovvero il rinnovo degli organi di governo, previsto per una prossima assemblea che è stata programmata per il 29 settembre 2025 presso la Biblioteca di Genzano di Roma. In questa occasione si procederà finalmente all’elezione del nuovo Presidente, del Vicepresidente e dei componenti della Giunta Esecutiva. Questa futura assemblea sarà determinante, non solo per il completamento delle modifiche statutarie, ma anche per definire la nuova leadership della Rete. In qualità di Presidente, ho voluto sottolineare l’importanza della massima partecipazione e ho anticipato che, per facilitare i lavori, sarà organizzato un incontro informale preliminare aperto a tutti i soci, finalizzato a mettere a punto gli aspetti organizzativi. In preparazione a questo evento cruciale invitiamo tutti i soci ad assicurare la propria partecipazione, adempiendo tempestivamente alle formalità richieste, tra cui il versamento delle quote associative e la consegna della documentazione necessaria per la corretta rappresentanza in assemblea. Tutti questi passaggi delineano secondo noi chiaramente la volontà della Rete delle Reti di strutturarsi sempre più come un soggetto forte e coeso, capace di affrontare le sfide del futuro con strumenti adeguati e una governance rinnovata.
Bibliobando: 15 luglio 2025

Bibliobando: i finanziamenti aperti a cui partecipare 17/07/2025 Dal confronto tra sistemi bibliotecari di tutta Italia si delinea il percorso condiviso per affrontare bandi, sviluppare alleanze, crescere insieme e rafforzare il ruolo delle biblioteche nei territori. Di Rete delle Reti Biblioteche in rete: crescere insieme attraverso i progetti Il 16 luglio scorso si è tenuto un incontro promosso da Rete delle Reti con oltre 30 partecipanti provenienti da sistemi bibliotecari di tutta Italia. L’obiettivo? Offrire un primo supporto condiviso alla partecipazione delle biblioteche a bandi nazionali ed europei ma anche avviare un percorso stabile di collaborazione, formazione e crescita reciproca. Ad aprire l’incontro è stato il presidente Giuseppe De Righi, che ha ribadito il valore di Rete delle Reti come luogo orizzontale, aperto, alimentato dalla collaborazione tra chi ogni giorno lavora nei territori per far vivere le biblioteche. «La nostra associazione non è solo un’interfaccia istituzionale – ha ricordato – ma è soprattutto una rete di persone e organizzazioni che possono crescere se riescono a fare squadra. I progetti non sono solo strumenti di finanziamento, ma occasioni di visione, strategia e alleanza». Ed è proprio con questo spirito che si sono moltiplicate, nel corso dell’incontro, le testimonianze di reti che si stanno cimentando – talvolta per la prima volta – nella progettazione su bandi regionali, nazionali ed europei. Progetti in corso: idee, temi, strategie Tra le esperienze presentate spicca quella del Consorzio Castelli Romani che, con la propria Fondazione, ha avviato la progettazione di una candidatura per un bando del programma europeo Cerv, con focus sulla metodologia danese Demokrati Fitness. Come ha raccontato Cecilia Minghi, l’idea è quella di costruire un percorso formativo rivolto sia ai bibliotecari sia agli utenti, per “allenare i muscoli della democrazia” e promuovere un approccio attivo e partecipativo alla vita civica. Il partenariato è in via di definizione, con contatti avviati con Utrecht (Paesi Bassi) e un sistema bibliotecario portoghese. Anche dalla Lombardia arrivano segnali di progettualità vivace. Alessandra Mastrangelo ha presentato il progetto “Olimpiadi della Cultura”, nato da un bando regionale, pensato inizialmente in chiave turistica ma reinterpretato da quattro comuni (Albino, Belgioioso, Solaro, Casalmaggiore) in chiave culturale e civica. Il progetto mira a promuovere il valore dello sport, del fair play e della cittadinanza attiva attraverso eventi pubblici e contenuti multimediali, anche con il supporto per la disseminazione della Rete delle Reti. Dalla Romagna è intervenuta Elena Tappi, della Biblioteca Malatestiana di Cesena, che ha raccontato l’esperienza di candidatura al bando europeo The Europe Challenge, purtroppo non andata a buon fine ma ricca di spunti e apprendimenti. Il progetto – focalizzato sul disagio sociale – ha messo in rete diverse competenze comunali e ha mostrato quanto il tema del sociale sia oggi centrale anche a livello europeo (il 70% delle candidature ricevute ha toccato questa dimensione). «Non è solo un bando di finanziamento – ha sottolineato Tappi – ma un vero percorso formativo e di confronto con altri professionisti europei. Da riprendere il prossimo anno». Verso una strategia condivisa Nel corso dell’incontro è stato sottolineato più volte quanto la progettazione non sia solo un’opportunità per attrarre risorse ma anche uno strumento per costruire alleanze, rafforzare l’identità delle biblioteche e creare politiche culturali condivise. Valentina Bondesan ha presentato la nascente collaborazione tra Rete delle Reti e l’associazione Biblioteche Oggi – anche attraverso la presenza al convegno delle Stelline – come un terreno promettente per iniziative comuni, attività di formazione e coprogettazione. Anche Stefano Rinaldi ha ricordato che: «Rete delle Reti può e deve sostenere i territori ma ha bisogno anche di raccogliere sollecitazioni, idee e proposte per costruire strumenti realmente utili. È questo il cuore del modello cooperativo che stiamo cercando di costruire». Che cosa possiamo fare insieme Durante l’incontro, Gianni Stefanini – direttore della Rete delle Reti – ha tracciato alcune linee operative concrete: Pubblicazione sul sito di materiali progettuali e documentazione utile. Costituzione di un gruppo stabile di supporto alla progettazione. Scambio di segnalazioni di bandi e costruzione di una “rete delle reti” anche in ambito europeo. Collaborazione attiva con progetti già finanziati, come quello con Biblioteche Senza Frontiere (Google.org), che propone attività di supporto digitale per anziani in biblioteche del Lazio e della Lombardia. Un ulteriore punto interessante è stato il ruolo di RdR nell’anticipare le spese di progettazione in casi selezionati, come accaduto per il progetto sulle Olimpiadi. Un modello che – seppure non replicabile in ogni occasione – potrebbe essere esplorato anche per altre reti o iniziative particolarmente significative. E ora? L’incontro del 16 luglio ha rappresentato più di una semplice riunione informativa: ha posto le basi per un percorso strategico condiviso. Sono emerse buone pratiche, potenziali partenariati e soprattutto la consapevolezza che la forza delle biblioteche sta nella loro capacità di fare rete. Chi fosse interessato a partecipare ai prossimi incontri, a segnalare progetti o ad attivare collaborazioni può scrivere a info@retedellereti.org. Bibliobando 15/07/2025
In ogni Biblioteca – Arriva la newsletter di Rete delle Reti

In ogni Biblioteca – Arriva la newsletter di Rete delle Reti 13/06/2025 Sono felice di inaugurare il primo numero di “In ogni biblioteca”, la newsletter di Rete delle Reti pensata per portare dappertutto “il meglio delle biblioteche italiane”. Il meglio in termini di pratiche professionali, modelli di servizio, esperienze di internazionalizzazione e cooperazione; casi di pregio non solo da applaudire, come meritano, ma da studiare e commentare insieme, affinché possano ispirare il cambiamento e diventare patrimonio condiviso di tutte le biblioteche. La newsletter ci permetterà di raggiungervi con frequenza periodica e in modo capillare con contenuti che potrete approfondire sul sito web e rilanciare sui social. Questo è un aspetto fondamentale: la crescita e il cambiamento nel nostro settore passano dalla capacità di attivare una comunità attenta e partecipe, nella quale possano emergere e confrontarsi tutte le sue voci, quella tecnica, quella amministrativa e quella politica, a prescindere dal fatto che rappresentino realtà già aderenti all’Associazione oppure no. In questi primi anni abbiamo dato slancio al più grande movimento dal basso di reti bibliotecarie, ottenendo risultati insperati, come la realizzazione di BIC a Bergamo nel 2023 (http://www.youtube.com/@retedellereti4772 ), il progetto Propulsioni con Biblioteche Senza Frontiere, il progetto europeo TELL con 7 Paesi europei, corsi in inglese sull’intelligenza artificiale, un sempre più marcato rapporto con il Ministero della Cultura, la partecipazione ai convegni delle Stelline di Milano, l’adesione e la collaborazione con FEDERCULTURE, ASVIS, EBLIDA, IFLA, la collaborazione con la Regione Emilia-Romagna per la ricerca sulle reti, l’incarico ricevuto da AIB insieme a Biblab La Sapienza e FEDERCULTURE per la ricerca sul lavoro in biblioteca e molto altro ancora. Nei prossimi mesi attraverseremo cambiamenti di grande importanza, come il rinnovo di cariche e organismi e un aggiornamento dello Statuto che darà a Rete delle Reti una nuova personalità giuridica per rendere la sua azione ancora più efficace. Spero che vorrete non solo osservare da vicino questo percorso, ma esserne anche parte attiva. Nel lasciarvi alla lettura di questo primo numero della newsletter, desidero ringraziare le persone che compongono la redazione, che provengono da varie realtà della famiglia RdR e mettono a disposizione professionalità e lavoro, incarnando quello spirito di cooperazione reale e impegnata che Rete delle Reti lavora quotidianamente per realizzare, ritenendola l’unica via possibile per l’avanzamento delle biblioteche in Italia. Giuseppe De Righi | Presidente Rete delle Reti
Rete delle Reti: impegni, appuntamenti e sfide a partire da giugno

Rete delle Reti: impegni, appuntamenti e sfide a partire da giugno Alcuni importanti impegni attendono la nostra Associazione, dal rinnovo delle cariche istituzionali a progetti innovativi e collaborativi. Il prossimo mese di giugno sarà ricco di appuntamenti importanti per la Rete delle Reti, e ci piacerebbe coinvolgere tutti voi. Siamo infatti arrivati al momento cruciale del rinnovo delle nostre cariche istituzionali. Sembra incredibile ma sono già trascorsi tre anni dalla fondazione della nostra Associazione (nata ufficialmente il 4 maggio 2022, raccogliendo il testimone del protocollo di Bari del 2019). Verso la fine di giugno si terrà l’Assemblea dei soci, dove avremo bisogno del vostro entusiasmo e della vostra partecipazione, sia con candidature dirette per le cariche di Presidente, Vicepresidente e consiglieri della Giunta Esecutiva, sia partecipando con il vostro voto. Anche i coordinatori saranno chiamati a rinnovare le proprie rappresentanze nel Comitato di Coordinamento, sia nella figura del Coordinatore che nei componenti del Comitato di Coordinamento. Il successo dell’Associazione è anche nelle vostre mani: se la partecipazione degli associati e la rappresentanza territoriale saranno ampie, potranno meglio esprimere bisogni e sensibilità delle diverse Regioni che la compongono. Questo incontro non è importante inoltre solo per le elezioni ma per l’occasione di discussione delle proposte di modifica allo Statuto, pensate per rendere ancora più forte e rappresentativa l’Associazione. Tra le novità: una maggiore presenza degli amministratori nella Giunta Esecutiva e la richiesta di personalità giuridica per consentire alla Rete delle Reti di siglare accordi ufficiali con gli enti pubblici e sviluppare progetti e servizi innovativi. Ecco subito due progetti che siamo entusiasti di presentarvi e che puntiamo a realizzare insieme nei prossimi mesi: l’autenticazione unica degli utenti delle biblioteche, che consentirà a ogni utente di accedere con un unico account ai servizi di tutte le biblioteche aderenti, facilitando l’esperienza d’uso e favorendo una maggiore collaborazione tra biblioteche, e un censimento completo di tutti i sistemi bibliotecari italiani, per fotografare lo stato della cooperazione nel nostro Paese e individuare nuove opportunità di crescita. Vi aspettiamo dunque numerosi: il successo della Rete delle Reti dipende davvero da ciascuno di voi! A cura di Gianni Stefanini | Direttore Rete delle Reti
Il progetto TELL entra nella sua fase propulsiva

Le biblioteche non sono solo libri. Nella prosa internazionale della Raccomandazione del Consiglio d’Europa sulla Legislazione e Politica delle Biblioteche in Europa, esse allestiscono e mettono in opera progetti utili alla crescita degli individui e costruiscono nuovi stili di vita improntati all’Agenda ONU 2030 sullo sviluppo sostenibile.
