L’infografica delle linee guida IFLA Section Libraries for Children and Young Adults

L’infografica delle linee guida IFLA Section Libraries for Children and Young Adults 08/04/2026 Pubblicata la traduzione italiana dell’infografica che riassume le linee guida IFLA per i servizi bibliotecari per ragazzi e ragazze da 0 a 18 anni. Di Antonella LambertiIFLA Section Libraries for Children and Young Adults Finalmente, è disponibile anche in italiano l’infografica delle Linee guida per i Servizi bibliotecari per ragazze e ragazzi, che offre una sintesi di quelle complete sviluppate dalla Sezione IFLA Libraries for Children and Young Adults e pubblicate in inglese nel 2018 (in italiano nel 2021). Le linee guida forniscono conoscenze e approfondimenti professionali aggiornati per coloro che programmano in modo strategico o forniscono servizi e programmi bibliotecari per la fascia d’età 0-18 anni e l’infografica ne sintetizza alcuni concetti chiave. Disponibile gratuitamente, l’infografica può essere scaricata e stampata, e rappresenta uno strumento utile per la pianificazione e il dialogo con amministratori e decisori. Può anche essere affissa nella biblioteca come promemoria visivo, per il personale e per gli utenti, sui bisogni e diritti dei bambini in relazione all’accesso all’informazione, all’alfabetizzazione e alla promozione della lettura. L’infografica, la cui edizione in italiano è a cura di di Antonella Lamberti e di Lorenzo D’Ercole (Rete delle Reti) per la realizzazione grafica, è disponibile a questo indirizzo: https://repository.ifla.org/handle/20.500.14598/7054 Linee guida in italiano sono scaricabili al link: https://www.ifla.org/wp-content/uploads/2019/05/assets/libraries-for-children-and-ya/publications/ifla-guidelines-for-library-services-to-children_aged-0-18-it.pdf Al momento è in corso di revisione una nuova versione delle Linee guida e, per completarla, la curatrice della precedente, Carolynn Rankin, sta sollecitando la comunità professionale in tutto il mondo perché contribuisca a questo lavoro con osservazioni, riflessioni, richieste. Appena disponibile, Rete delle Reti diffonderà anche in Italia la modulistica approntata a questo scopo, condividendo la richiesta alla partecipazione e all’invio di contributi. Per conoscere meglio cosa fa la IFLA Section Libraries for Children and Young Adults potete trovare informazioni qui: https://www.ifla.org/units/libraries-for-children-and-ya/ e seguire i canali social: https://www.facebook.com/IFLACYA https://www.youtube.com/@iflacya

Il futuro delle biblioteche calabresi passa dai sistemi territoriali

Il futuro delle biblioteche calabresi passa dai sistemi territoriali 08/04/2026 In Calabria la cooperazione bibliotecaria riprende slancio con nuove iniziative e aggregazioni, offrendo alla Regione l’opportunità di assumere scelte capaci di valorizzare queste energie e di soddisfare le aspettative e le speranze dei territori Di Giacinto Gaetano, direttore del Sistema Bibliotecario Lametino Il settore delle biblioteche pubbliche e dei sistemi bibliotecari territoriali in Calabria attraversa da anni una condizione di forte sofferenza. A pesare sono, in particolare, la progressiva riduzione dei finanziamenti regionali, la contrazione del personale dovuta al mancato turnover e l’assenza di una programmazione regionale di medio-lungo periodo capace di sostenere lo sviluppo del settore, il rinnovamento delle collezioni, la collaborazione tra territori e l’attivazione di servizi nuovi, coerenti con i cambiamenti intervenuti nei bisogni delle comunità. Questa situazione di difficoltà è tristemente confermata da tutte le principali analisi di settore, che continuano a collocare la Calabria agli ultimi posti negli indici di lettura, nell’uso dei servizi bibliotecari e, più in generale, nei consumi culturali, con evidenti ripercussioni sulla crescita sociale e culturale complessiva del territorio. A questo quadro già fragile si sono aggiunti, negli ultimi anni, gli effetti dell’emergenza Covid-19, che hanno ulteriormente aggravato criticità strutturali mai davvero affrontate. I dati disponibili parlano con chiarezza. Nel Mezzogiorno la quota di lettori scende al 27,9%, contro il 48% del Nord. Anche sul versante dell’accesso ai libri in formato digitale, il tradizionale divario territoriale tra Nord e Sud non si riduce, ma tende anzi ad ampliarsi. In Calabria, più di due bambini e adolescenti su tre non hanno letto nemmeno un libro nell’ultimo anno. Diverse ricerche, inoltre, segnalano la diffusione di un preoccupante fenomeno di povertà educativa. Le stesse indagini mostrano come la debole propensione alla lettura sia fortemente correlata all’assenza, o alla debolezza, di biblioteche di base diffuse e ben funzionanti: presìdi di welfare culturale chiamati a promuovere l’abitudine alla lettura, ad allargare l’accesso al sapere e a offrire servizi adeguati ai cittadini. I bassi livelli di lettura risultano dunque strettamente connessi alla fragilità delle infrastrutture culturali, delineando i contorni di una vera e propria questione meridionale, che priva milioni di persone di un diritto fondamentale: l’accesso alla cultura e alla conoscenza. Da qui nasce la necessità di una politica nazionale e regionale capace di rafforzare e rilanciare le infrastrutture culturali e, in particolare, le biblioteche di pubblica lettura, senza le quali è difficile immaginare interventi in grado di produrre effetti significativi nel medio e lungo periodo. Accanto alle biblioteche, occorre sostenere anche le reti professionali e territoriali che contribuiscono alla vitalità del settore: sistemi bibliotecari, operatori culturali, editori, librai, associazioni, festival e tutte quelle realtà che possono concorrere a costruire un ecosistema più forte e più capillare. In Calabria, i Sistemi Bibliotecari Territoriali sono disciplinati dalla Legge regionale n. 17 del 1985, ancora oggi formalmente vigente, ma bisognosa di una profonda revisione e attualizzazione. La legge dedica ai sistemi bibliotecari un intero titolo, definendone compiti, modalità di organizzazione e criteri di riconoscimento. Il sistema bibliotecario territoriale vi è descritto come l’insieme coordinato delle strutture bibliotecarie e archivistiche dei Comuni associati, con una biblioteca-centro sistema incaricata di garantire acquisizioni, catalogazione, distribuzione del materiale, catalogo unico, servizi specializzati, coordinamento delle attività culturali, assistenza tecnica e rilevazione dei dati sui servizi e sull’utenza. La stessa legge, all’articolo 14, stabilisce inoltre con chiarezza che la Regione debba assicurare contributi per il funzionamento e il potenziamento delle biblioteche degli enti locali, dei sistemi bibliotecari e degli archivi storici. E, in modo ancora più esplicito, il comma 7 afferma che le spese relative all’organizzazione e alla realizzazione dei servizi dei centri di sistema sono sostenute per intero dalla Regione. Si tratta di un riconoscimento inequivocabile del valore pubblico e sociale dei sistemi bibliotecari territoriali e della responsabilità regionale nel sostenerne il funzionamento. Per molti anni questo impianto ha trovato una traduzione concreta nei piani annuali di attuazione della legge. Dal 2010, però, a seguito dell’istituzione del Fondo Unico per la Cultura, le risorse destinate ai sistemi si sono progressivamente ridotte fino a scomparire. Da allora i sistemi hanno potuto contare quasi esclusivamente sulla partecipazione ai bandi regionali, ottenendo spesso risultati importanti grazie alla qualità delle attività promosse, ma senza più poter disporre di un sostegno stabile alla gestione ordinaria. Questo ha inevitabilmente ridotto la capacità di programmazione e di intervento, perché i fondi da bando sono per loro natura vincolati a singole attività progettuali e non possono sostituire le risorse necessarie a garantire continuità ai servizi strutturali previsti dalla legge. Attualmente i sistemi bibliotecari attivi e funzionanti in Calabria sono quattro: lo Jonico, con sede a Bovalino; il Lametino, con sede a Lamezia Terme; il Silano, con sede a San Giovanni in Fiore; e il Vibonese, con sede a Vibo Valentia. Complessivamente coinvolgono 62 Comuni e una popolazione di quasi 296 mila abitanti, pari a circa il 15% della popolazione regionale. Si tratta dunque di una rete tutt’altro che marginale, che rappresenta una parte significativa del territorio calabrese e che avrebbe bisogno di essere considerata come una vera infrastruttura strategica del welfare culturale regionale. Negli ultimi mesi, fortunatamente, si sono colti alcuni segnali incoraggianti. All’inizio del 2025 la Regione Calabria e i sistemi bibliotecari hanno sottoscritto un accordo di collaborazione che affida ai sistemi, con capofila il Lametino, la gestione e la promozione del Polo regionale SBR fino alla fine del 2026. L’accordo prevede la piena funzionalità del polo e dei servizi alle 164 biblioteche aderenti, l’assistenza biblioteconomica e tecnica, il supporto alla catalogazione, attività di formazione sul software Sebina, iniziative di promozione della lettura, la creazione di bibliopoint scolastici e, dove possibile, l’attivazione del servizio bibliobus. Si tratta di un passaggio importante, che ha già prodotto iniziative territoriali interessanti e che potrebbe aprire un processo virtuoso, a condizione però che l’intervento regionale abbia continuità e non si esaurisca in una fase sperimentale o temporanea. Parallelamente, si registra anche una nuova disponibilità da parte di diversi Comuni a collaborare per mettere in sinergia i servizi locali e favorire la nascita di nuovi

BiblioBando: prosegue il percorso della Rete delle Reti tra bandi, progettazione e opportunità

BiblioBando: prosegue il percorso della Rete delle Reti tra bandi, progettazione e opportunità 08/04/2026 Negli ultimi mesi BiblioBando si è progressivamente consolidato come uno degli strumenti operativi della Rete delle Reti a supporto delle biblioteche pubbliche italiane. Di Stefania Guadagnoli – Biblioteche Castelli Romani Dopo i primi articoli di avvio del servizio – nati per rispondere a un’esigenza diffusa di orientamento tra bandi e finanziamenti – e dopo i momenti di confronto tra sistemi bibliotecari, che hanno messo al centro la progettazione come leva strategica, emerge oggi con maggiore chiarezza una direzione di lavoro: non occorre solo segnalare opportunità, ma accompagnare le biblioteche in un percorso di crescita progettuale condivisa. Le esperienze raccontate negli ultimi mesi – dai bandi sulla transizione digitale alle progettazioni interregionali – hanno mostrato che le biblioteche non partono da zero. Al contrario, sono già attive, sperimentano, costruiscono partenariati, si candidano anche a bandi complessi . Quello che spesso manca è un sistema stabile di supporto, capace di mettere in relazione informazioni, competenze e opportunità. È in questo contesto che BiblioBando continua a evolvere. Nel frattempo, la Rete delle Reti ha fatto un passo importante e il lavoro si è spostato anche su un piano più operativo con la sua partecipazione diretta a un progetto Erasmus+ KA122 nel settore dell’educazione degli adulti, primo ingresso diretto dell’associazione in questo tipo di progettazione, con l’obiettivo di attivare mobilità europee per bibliotecari e rafforzare competenze su innovazione, governance e coinvolgimento delle comunità. La proposta, intitolata Reti in Movimento per l’Innovazione dei Servizi Bibliotecari, è costruita attorno a un obiettivo chiaro: usare la mobilità internazionale come strumento di crescita professionale e organizzativa per il personale bibliotecario. Il progetto prevede mobilità di job shadowing in Spagna, Paesi Bassi e Germania, con 27 partecipanti complessivi e tre accompagnatori, e punta a rafforzare tre aree considerate oggi decisive per le biblioteche: organizzazione e governance dei servizi, innovazione tecnologica e digitale, coinvolgimento delle comunità e degli utenti. Questo dato è rilevante non solo perché segnala la volontà di RdR di misurarsi direttamente con i programmi europei, ma perché indica una direzione precisa: non limitarsi a osservare i bandi dall’esterno, bensì sperimentare in prima persona strumenti che possano poi generare apprendimento, trasferimento di pratiche e nuove collaborazioni tra reti bibliotecarie. Accanto a questo filone europeo si è aperto anche un secondo fronte di lavoro: quello della formazione e cooperazione internazionale. Il recente incontro con un ente formativo maltese ha infatti consentito di avviare un confronto su possibili collaborazioni future, con particolare attenzione a corsi di lingua inglese, soft skills, competenze digitali, intelligenza artificiale e percorsi su misura per i bisogni del settore bibliotecario grazie alla possibilità di costruire percorsi tailor-made, in formato online, in presenza o blended, eventualmente compatibili anche con future mobilità Erasmus. Questi passaggi segnano un cambio di passo: da una logica di segnalazione a una logica di attivazione. BiblioBando diventa quindi sempre più uno spazio in cui: intercettare opportunità; leggere i bandi in chiave bibliotecaria; immaginare progettualità condivise; costruire alleanze tra territori. In questo quadro, l’uscita dell’Avviso “Fondo promozione lettura – anno 2026” della Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali del Ministero della Cultura merita una segnalazione particolare, tanto che è stato previsto un incontro online per giovedì 16 aprile alle ore 11.00 a cui saranno invitati tutti i sistemi bibliotecari italiani anche non aderenti a RdR. Scheda bando Fondo promozione lettura – anno 2026 (MiC) Che cos’èUn avviso del Ministero della Cultura per sostenere progetti di promozione della lettura, valorizzazione del patrimonio librario e miglioramento dei servizi bibliotecari. La dotazione 2026 è di 1 milione di euro, di cui 700.000 euro per i sistemi bibliotecari e 300.000 euro per le biblioteche scolastiche.  Chi può parteciparePossono presentare domanda i sistemi bibliotecari e le biblioteche scolastiche. Non sono ammesse le singole biblioteche comunali.  ScadenzaLe domande si presentano online dal 1° aprile 2026 al 30 aprile 2026, entro le ore 12:00.  Attività finanziabili per i sistemi bibliotecari eventi, reading, incontri con autori  laboratori e attività di promozione della lettura  comunicazione e promozione  acquisto libri per il progetto  acquisto o noleggio di attrezzature (hardware, software, strumenti digitali)  spese per ospiti e relatori  catalogazione e manutenzione del patrimonio ContributoPer i sistemi bibliotecari, i progetti possono essere finanziati da 5.000 a 15.000 euro. 

TELL: Il Piano Nazionale di Formazione per nuove competenze in biblioteca

TELL: Il Piano Nazionale di Formazione per nuove competenze in biblioteca 08/04/2026 Tra i progetti europei in cui Rete delle Reti è coinvolta, il progetto TELL (Trans-European Learning Libraries) merita senza dubbio una menzione speciale. di Gianni StefaniniDirettore di Rete delle Reti Non si tratta solamente di un’iniziativa di formazione ma di un tentativo di rispondere a una questione che sarà sempre più cruciale per le biblioteche italiane: quali sono le competenze necessarie oggi per applicare concretamente, nei servizi e nelle politiche bibliotecarie, i principi stabiliti dalla Raccomandazione del Consiglio d’Europa (2023) sulla legislazione e la politica bibliotecaria in Europa? È una domanda tutt’altro che astratta. Le biblioteche europee sono chiamate sempre più a confrontarsi con temi che superano i confini tradizionali della professione: la partecipazione democratica, la libertà di accesso all’informazione, l’Agenda 2030, la trasformazione digitale, l’uso responsabile delle tecnologie, la capacità di leggere e intercettare le opportunità offerte dai fondi europei. TELL nasce proprio dentro questo scenario e si propone di costruire un modello educativo capace di accompagnare bibliotecari e decisori pubblici nell’attuazione concreta della Raccomandazione del 2023, collegando i valori culturali e civili delle biblioteche con strumenti operativi, progettuali e istituzionali più forti. L’ambizione del progetto è significativa. Su scala europea TELL punta a formare in modo esteso professionisti e responsabili pubblici e a sensibilizzare un pubblico molto ampio sulle nuove competenze necessarie per sostenere il ruolo delle biblioteche nel quadro delle politiche europee. In questa prospettiva, il progetto ha già prodotto un primo patrimonio importante: materiali di lavoro, rapporti tematici, percorsi di confronto internazionale e una base metodologica che ora deve essere portata a maturazione nella dimensione nazionale. È precisamente qui che si colloca il lavoro di Rete delle Reti. Nel 2026, infatti, una parte decisiva del progetto è rappresentata dal WP4 (National training plan), il pacchetto dedicato agli eventi sulle competenze a livello nazionale e alla costruzione del Piano nazionale di formazione. È il passaggio nel quale TELL smette di essere soltanto un quadro di riferimento europeo e diventa una proposta concreta rivolta al mondo bibliotecario italiano. Per Rete delle Reti questo rappresenta una responsabilità importante, perché significa contribuire a tradurre contenuti e obiettivi del progetto in competenze reali, basate sui bisogni specifici e sulle caratteristiche specifiche dei sistemi e delle biblioteche italiane. In questa fase, il WP4 sarà sviluppato nel corso del 2026 sotto la responsabilità scientifica di Anna Maria Tammaro, alla quale è stato affidato il compito di accompagnare il consolidamento del percorso formativo nazionale. È un passaggio significativo, perché consente di rafforzare l’impianto culturale e metodologico del progetto proprio nel momento in cui esso entra nella sua fase più operativa. L’indirizzo assunto è quello di una formazione non meramente trasmissiva, ma partecipativa, centrata sui problemi reali che le biblioteche affrontano, e capace di valorizzare il confronto tra pari, l’adattamento ai contesti locali e la costruzione di competenze immediatamente spendibili. La linea di lavoro che si sta definendo per l’Italia va esattamente in questa direzione. Il Piano nazionale di formazione prevede infatti la costituzione di un comitato organizzatore, la realizzazione di eventi in presenza collegati ai principali contesti professionali, l’organizzazione di webinar e l’attivazione di momenti di coaching dedicati in particolare alla capacità delle biblioteche di orientarsi anche rispetto ai Fondi Strutturali e di Investimento Europei. Non siamo quindi di fronte a un semplice calendario di appuntamenti, ma a un percorso che prova a mettere in relazione i grandi temi della Raccomandazione europea con le condizioni concrete di lavoro delle biblioteche italiane. Uno degli elementi più interessanti emersi nel lavoro preparatorio è la scelta di puntare, come prima mossa strategica, sulla formazione dei formatori. L’idea è semplice ma molto forte: per produrre un impatto reale e duraturo non basta organizzare qualche iniziativa isolata ma occorre costruire un primo nucleo di bibliotecari in grado non solo di acquisire competenze, ma anche di replicarle e diffonderle nei propri territori e nei propri sistemi. Per questo il Piano nazionale prevede un primo investimento su un gruppo ristretto di formatori, da accompagnare poi in un effetto moltiplicatore più ampio, con l’obiettivo di estendere il più possibile la ricaduta del progetto entro la conclusione del 2026. Anche i temi individuati confermano il valore strategico del percorso. Al centro ci saranno la democrazia in biblioteca, l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, l’uso etico delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale, e la capacità di leggere i fondi europei non come materia per specialisti esterni, ma come una leva possibile anche per il rafforzamento dei servizi bibliotecari. È una scelta che ci sembra particolarmente importante: significa affermare che le biblioteche non sono soltanto luoghi di conservazione e accesso, ma presìdi civici, culturali e sociali che devono essere messi nelle condizioni di agire dentro le grandi trasformazioni del nostro tempo. Per Rete delle Reti tutto questo è pienamente coerente con la propria missione. Da tempo sosteniamo che la cooperazione tra sistemi bibliotecari non debba limitarsi alla gestione di servizi, ma debba diventare anche uno spazio di crescita professionale, di elaborazione comune e di rafforzamento della capacità progettuale. Il lavoro su TELL va esattamente in questa direzione. Non offre soluzioni prefabbricate, ma mette a disposizione un quadro di riferimento e un metodo per aiutare le biblioteche a leggere meglio il proprio ruolo, a collegarlo alle politiche europee e a trasformarlo in iniziative più solide, più consapevoli e più incisive. I prossimi mesi saranno dunque decisivi. Il 2026 sarà l’anno in cui il progetto dovrà mostrare pienamente la propria utilità sul piano nazionale, attraverso il dispiegarsi del WP4 e la messa in campo delle attività formative previste. Per Rete delle Reti sarà un impegno importante, ma anche una grande opportunità: contribuire a costruire, insieme ai bibliotecari italiani, una nuova stagione di competenze, capace di unire valori professionali, visione europea e concretezza operativa.

TELL: Il Piano Nazionale di Formazione per nuove competenze in biblioteca

TELL: Il Piano Nazionale di Formazione per nuove competenze in biblioteca 08/04/2026 Tra i progetti europei in cui Rete delle Reti è coinvolta, il progetto TELL (Trans-European Learning Libraries) merita senza dubbio una menzione speciale. di Gianni StefaniniDirettore di Rete delle Reti Non si tratta solamente di un’iniziativa di formazione ma di un tentativo di rispondere a una questione che sarà sempre più cruciale per le biblioteche italiane: quali sono le competenze necessarie oggi per applicare concretamente, nei servizi e nelle politiche bibliotecarie, i principi stabiliti dalla Raccomandazione del Consiglio d’Europa (2023) sulla legislazione e la politica bibliotecaria in Europa? È una domanda tutt’altro che astratta. Le biblioteche europee sono chiamate sempre più a confrontarsi con temi che superano i confini tradizionali della professione: la partecipazione democratica, la libertà di accesso all’informazione, l’Agenda 2030, la trasformazione digitale, l’uso responsabile delle tecnologie, la capacità di leggere e intercettare le opportunità offerte dai fondi europei. TELL nasce proprio dentro questo scenario e si propone di costruire un modello educativo capace di accompagnare bibliotecari e decisori pubblici nell’attuazione concreta della Raccomandazione del 2023, collegando i valori culturali e civili delle biblioteche con strumenti operativi, progettuali e istituzionali più forti. L’ambizione del progetto è significativa. Su scala europea TELL punta a formare in modo esteso professionisti e responsabili pubblici e a sensibilizzare un pubblico molto ampio sulle nuove competenze necessarie per sostenere il ruolo delle biblioteche nel quadro delle politiche europee. In questa prospettiva, il progetto ha già prodotto un primo patrimonio importante: materiali di lavoro, rapporti tematici, percorsi di confronto internazionale e una base metodologica che ora deve essere portata a maturazione nella dimensione nazionale. È precisamente qui che si colloca il lavoro di Rete delle Reti. Nel 2026, infatti, una parte decisiva del progetto è rappresentata dal WP4 (National training plan), il pacchetto dedicato agli eventi sulle competenze a livello nazionale e alla costruzione del Piano nazionale di formazione. È il passaggio nel quale TELL smette di essere soltanto un quadro di riferimento europeo e diventa una proposta concreta rivolta al mondo bibliotecario italiano. Per Rete delle Reti questo rappresenta una responsabilità importante, perché significa contribuire a tradurre contenuti e obiettivi del progetto in competenze reali, basate sui bisogni specifici e sulle caratteristiche specifiche dei sistemi e delle biblioteche italiane. In questa fase, il WP4 sarà sviluppato nel corso del 2026 sotto la responsabilità scientifica di Anna Maria Tammaro, alla quale è stato affidato il compito di accompagnare il consolidamento del percorso formativo nazionale. È un passaggio significativo, perché consente di rafforzare l’impianto culturale e metodologico del progetto proprio nel momento in cui esso entra nella sua fase più operativa. L’indirizzo assunto è quello di una formazione non meramente trasmissiva, ma partecipativa, centrata sui problemi reali che le biblioteche affrontano, e capace di valorizzare il confronto tra pari, l’adattamento ai contesti locali e la costruzione di competenze immediatamente spendibili. La linea di lavoro che si sta definendo per l’Italia va esattamente in questa direzione. Il Piano nazionale di formazione prevede infatti la costituzione di un comitato organizzatore, la realizzazione di eventi in presenza collegati ai principali contesti professionali, l’organizzazione di webinar e l’attivazione di momenti di coaching dedicati in particolare alla capacità delle biblioteche di orientarsi anche rispetto ai Fondi Strutturali e di Investimento Europei. Non siamo quindi di fronte a un semplice calendario di appuntamenti, ma a un percorso che prova a mettere in relazione i grandi temi della Raccomandazione europea con le condizioni concrete di lavoro delle biblioteche italiane. Uno degli elementi più interessanti emersi nel lavoro preparatorio è la scelta di puntare, come prima mossa strategica, sulla formazione dei formatori. L’idea è semplice ma molto forte: per produrre un impatto reale e duraturo non basta organizzare qualche iniziativa isolata ma occorre costruire un primo nucleo di bibliotecari in grado non solo di acquisire competenze, ma anche di replicarle e diffonderle nei propri territori e nei propri sistemi. Per questo il Piano nazionale prevede un primo investimento su un gruppo ristretto di formatori, da accompagnare poi in un effetto moltiplicatore più ampio, con l’obiettivo di estendere il più possibile la ricaduta del progetto entro la conclusione del 2026. Anche i temi individuati confermano il valore strategico del percorso. Al centro ci saranno la democrazia in biblioteca, l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, l’uso etico delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale, e la capacità di leggere i fondi europei non come materia per specialisti esterni, ma come una leva possibile anche per il rafforzamento dei servizi bibliotecari. È una scelta che ci sembra particolarmente importante: significa affermare che le biblioteche non sono soltanto luoghi di conservazione e accesso, ma presìdi civici, culturali e sociali che devono essere messi nelle condizioni di agire dentro le grandi trasformazioni del nostro tempo. Per Rete delle Reti tutto questo è pienamente coerente con la propria missione. Da tempo sosteniamo che la cooperazione tra sistemi bibliotecari non debba limitarsi alla gestione di servizi, ma debba diventare anche uno spazio di crescita professionale, di elaborazione comune e di rafforzamento della capacità progettuale. Il lavoro su TELL va esattamente in questa direzione. Non offre soluzioni prefabbricate, ma mette a disposizione un quadro di riferimento e un metodo per aiutare le biblioteche a leggere meglio il proprio ruolo, a collegarlo alle politiche europee e a trasformarlo in iniziative più solide, più consapevoli e più incisive. I prossimi mesi saranno dunque decisivi. Il 2026 sarà l’anno in cui il progetto dovrà mostrare pienamente la propria utilità sul piano nazionale, attraverso il dispiegarsi del WP4 e la messa in campo delle attività formative previste. Per Rete delle Reti sarà un impegno importante, ma anche una grande opportunità: contribuire a costruire, insieme ai bibliotecari italiani, una nuova stagione di competenze, capace di unire valori professionali, visione europea e concretezza operativa.

Una primavera di impegni, incontri e nuove adesioni per Rete delle Reti

A bright, modern library interior with high ceilings, bookshelves, and seating area.

Una primavera di impegni, incontri e nuove adesioni per Rete delle Reti 08/04/2026 Una fase di bilanci e progettazione in preparazione della grande convention autunnale di Bari. di Giuseppe De Righi, Presidente di Rete delle Reti Marzo è, per Rete delle Reti, un mese di passaggio e insieme di rilancio. Un mese nel quale si intrecciano il momento della verifica, con la preparazione dell’assemblea per l’approvazione del bilancio consuntivo 2025, e quello della progettazione, con nuove iniziative rivolte alle reti bibliotecarie italiane e con lo sguardo già rivolto al grande appuntamento in presenza che ci attende in autunno a Bari. Ogni bilancio, naturalmente, racconta dei numeri. Ma nel caso di un’associazione come la nostra racconta soprattutto un lavoro collettivo: relazioni costruite, attività promosse, occasioni di confronto rese possibili, progetti accompagnati, presenza istituzionale rafforzata. Il consuntivo 2025 che ci apprestiamo a portare in assemblea parla di questo: di una Rete delle Reti che continua a investire nella propria funzione di rappresentanza, di coordinamento e di stimolo, cercando di dare forza e visibilità alla cooperazione bibliotecaria italiana. Dietro i dati economici c’è un anno di attività intensa. C’è il lavoro ordinario, spesso poco visibile ma indispensabile, per tenere insieme l’associazione e sostenerne il funzionamento; c’è l’impegno sul fronte della comunicazione; ci sono i rapporti con interlocutori nazionali e territoriali; ci sono le iniziative e i progetti che stanno contribuendo a far crescere il profilo di Rete delle Reti come soggetto ormai riconoscibile nel panorama bibliotecario italiano. È un patrimonio che non va dato per scontato e che merita di essere letto non solo nella sua dimensione amministrativa, ma anche nel suo significato politico e culturale. Negli ultimi anni, del resto, il cammino compiuto dall’associazione è stato rilevante. Rete delle Reti è cresciuta nella sua base associativa, ha consolidato la propria presenza pubblica, ha saputo entrare con maggiore autorevolezza in discussioni importanti per il futuro delle biblioteche e dei sistemi bibliotecari. Non tutto è semplice, naturalmente, e molto resta ancora da costruire. Ma proprio per questo appare sempre più chiaro il valore di un luogo nazionale che permetta alle reti di confrontarsi, riconoscersi, collaborare e, quando necessario, parlare con una voce più forte. È anche a partire da questa consapevolezza che nelle prossime settimane prenderà avvio una nuova campagna di adesioni. Il nostro obiettivo è raggiungere le reti e i sistemi bibliotecari che ancora non fanno parte dell’associazione, presentare loro in modo chiaro il lavoro svolto fin qui e mostrare le opportunità che una partecipazione attiva a Rete delle Reti può offrire. Non pensiamo all’adesione come a un fatto puramente formale. La pensiamo piuttosto come alla scelta di entrare in uno spazio di relazione e di costruzione comune, oggi sempre più necessario in un contesto nel quale le biblioteche, pur fortemente radicate nei territori, rischiano spesso di trovarsi isolate o prive di strumenti adeguati di rappresentanza. Per accompagnare questa campagna stiamo organizzando un prossimo incontro online aperto a tutte le reti italiane. Sarà un appuntamento pensato per illustrare l’associazione, raccontarne il percorso, presentare le attività in corso e i principali obiettivi dei prossimi mesi. Ma sarà anche, e forse soprattutto, un’occasione per ascoltare. Per capire meglio bisogni, aspettative, criticità e disponibilità di chi guarda con interesse a questo percorso. In una fase come quella che stiamo vivendo, crediamo infatti che la crescita di Rete delle Reti non dipenda solo dalla capacità di proporre, ma anche da quella di aprire spazi veri di confronto e di partecipazione. Lo stesso spirito ci guida nell’annunciare fin d’ora che la convention in presenza di Rete delle Reti si terrà in ottobre a Bari. Sarà uno dei momenti centrali del nostro 2026. La scelta di Bari ha un valore concreto e simbolico insieme: concreto, perché ci consentirà di costruire un appuntamento in un’area del Paese ricca di esperienze, energie e progettualità; simbolico, perché conferma la vocazione nazionale della nostra associazione e la volontà di rafforzare legami e presenze in tutte le parti d’Italia. La convention non sarà soltanto un momento assembleare o celebrativo. Vogliamo che sia un luogo vero di discussione e di proposta, capace di mettere al centro alcune delle questioni più importanti per il futuro delle biblioteche italiane: il ruolo della cooperazione tra sistemi, l’innovazione dei servizi, la sostenibilità organizzativa, la formazione del personale, il rapporto con le trasformazioni digitali, la necessità di costruire strumenti condivisi che rendano più forte l’intero sistema bibliotecario nazionale. In questo quadro potranno trovare spazio anche alcuni dei temi strategici che Rete delle Reti sta seguendo con particolare attenzione, dal rafforzamento della rappresentanza dei sistemi bibliotecari alle prospettive di servizi comuni e di nuove forme di integrazione e collaborazione. Ritrovarsi in presenza, oggi, non è affatto scontato. E proprio per questo ha un valore particolare. Significa dare tempo e spazio alle relazioni, favorire uno scambio più diretto, riconoscere che la cooperazione non vive soltanto nei documenti o nelle riunioni online, ma ha bisogno anche di momenti nei quali le persone possano incontrarsi, ascoltarsi, discutere, immaginare insieme. Bari vuole essere esattamente questo: un appuntamento utile, aperto, concreto, capace di rafforzare l’associazione e insieme di offrire un contributo più ampio al dibattito sul futuro delle biblioteche pubbliche. Se il bilancio ci aiuta a capire da dove veniamo, i prossimi appuntamenti ci aiutano a chiarire dove vogliamo andare. Ed è questa, in fondo, la linea che attraversa il lavoro di Rete delle Reti: tenere insieme responsabilità e visione, cura dell’ordinario e capacità di progetto, attenzione alla vita associativa e costruzione di una prospettiva nazionale più forte per la cooperazione bibliotecaria. A tutte le reti già aderenti va il nostro ringraziamento per il sostegno, la partecipazione e il contributo che continuano a garantire. Alle reti che ancora non fanno parte dell’associazione rivolgiamo invece un invito molto semplice: seguite i prossimi passaggi, partecipate all’incontro online che organizzeremo, venite a conoscerci più da vicino. Siamo convinti che oggi più che mai le biblioteche italiane abbiano bisogno non solo di buone pratiche locali, ma anche di una rete nazionale capace di collegarle, rappresentarle e accompagnarle. È con

Scuola invernale di Salonicco

Nel quadro del progetto TELL, un percorso formativo per professionisti da tutta Europa sui temi strategici più attuali per lo sviluppo delle biblioteche

di Giuseppe Vitiello, Senior Advisor Europe – Rete delle Reti