Un pomeriggio di formazione in cinque territori
Il 29 settembre si è svolta la coaching session “Innovare la Biblioteca con i Fondi Europei di Coesione”, ultimo appuntamento formativo del progetto TELL – Trans-European Learning Libraries, cofinanziato dal programma Erasmus+ e organizzato da Rete delle Reti.
L’incontro ha collegato in contemporanea le classi in presenza di Canegrate e Cologno Monzese (Lombardia), Cesena (Emilia-Romagna), Pistoia (Toscana) e Lamezia Terme (Calabria). La prima parte, in collegamento comune, è stata affidata a Enrico Messinese, esperto di progettazione europea del CIAPE – Centro Italiano per l’Apprendimento Permanente e Ambasciatore Erasmus+ EDA. La seconda parte è proseguita con i laboratori pratici nelle singole sedi, guidati dai tutor territoriali.
La domanda di fondo era semplice e concreta: come può una biblioteca trasformare i propri bisogni quotidiani in progetti finanziabili con i fondi europei per la coesione?
Il quadro di riferimento: biblioteche come infrastrutture sociali
Il punto di partenza è la Raccomandazione del Consiglio d’Europa CM/Rec(2023)3, che riconosce le biblioteche come infrastrutture sociali ed educative essenziali per la vita democratica. Il documento tocca temi come libertà di espressione, sviluppo sostenibile, resilienza, trasformazione digitale e diritto d’autore, e indica tre direttrici operative per le biblioteche: digitalizzazione dei servizi e accesso aperto all’informazione, inclusione sociale e accessibilità universale, evoluzione verso hub comunitari dinamici e partecipativi.
Su questa base si innestano i cinque Obiettivi Politici della coesione 2021-2027:
- OP1 – Europa più intelligente: innovazione e trasformazione digitale.
- OP2 – Europa più verde: transizione ecologica ed energetica.
- OP3 – Europa più connessa: mobilità sostenibile e connettività digitale.
- OP4 – Europa più sociale e inclusiva: competenze, apprendimento permanente, coesione sociale.
- OP5 – Europa più vicina ai cittadini: sviluppo locale integrato e valorizzazione culturale delle comunità.
Per le biblioteche i terreni più fertili sono soprattutto OP1, OP4 e OP5.
FESR e FSE+: due fondi, due vocazioni
Il cuore della sessione è stata la distinzione tra i due principali fondi strutturali.
Il FESR – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale finanzia infrastrutture e tecnologie: hardware, server e connettività ultra-veloce, digitalizzazione dei fondi, riqualificazione energetica degli edifici, allestimento di FabLab, maker space e sale multimediali. Due gli esempi illustrati:
- il bando “Digitalizzazione del patrimonio culturale” del PR FESR Emilia-Romagna 2021-2027 (Azione 1.2.2), dedicato a scansione e catalogazione digitale di fondi antichi, acquisto di scanner e server, sviluppo di piattaforme di consultazione da remoto;
- l’avviso “Progetti locali di rigenerazione a base culturale” del PN Cultura (Azione 4.6.1), che sostiene la trasformazione di edifici storici o spazi dismessi in hub culturali di comunità e biblioteche innovative.
Il secondo esempio dimostra che il FESR non finanzia solo l’informatica, ma anche le opere necessarie per restituire un luogo della cultura alla cittadinanza. Tra i casi citati anche quello di Piacenza, dove la digitalizzazione degli archivi ha dato vita a un’app web gamificata per la consultazione.
Il FSE+ – Fondo Sociale Europeo Plus investe invece sulle persone: alfabetizzazione digitale e corsi sull’intelligenza artificiale per i cittadini, attività di inclusione per anziani, cittadini stranieri e fasce fragili, formazione continua dei bibliotecari. Gli esempi presentati riguardano i progetti di servizio civile e tirocinio per giovani under 30 nei luoghi della cultura e il PN Inclusione e Lotta alla Povertà, con laboratori doposcuola, percorsi di integrazione linguistica e incontri contro la disinformazione.
La combinazione dei due fondi è spesso la scelta vincente. Il caso studio “BiblioTech Inclusiva” – 250.000 euro di budget – ha unito postazioni VR e maker space (FESR) a sportelli di facilitazione digitale e workshop gratuiti (FSE+), registrando un aumento del 45% dell’affluenza giovanile.
Uno sguardo, infine, ai programmi Interreg, che portano il FESR oltre i confini: cataloghi plurilingue, patrimonio storico condiviso, scambio di buone pratiche su Green Libraries e AI literacy.
Dal bisogno al progetto
Il messaggio più pratico della giornata: un progetto finanziabile nasce da un bisogno reale, letto alla luce degli obiettivi del bando. Uno strumento utile è la matrice di allineamento:
| Bisogno della biblioteca | Idea progettuale | Fondo | Priorità UE |
|---|---|---|---|
| Postazioni PC obsolete | Hub digitale e FabLab | FESR | OP1 – Transizione digitale |
| Bassa affluenza giovanile | Workshop e media literacy | FSE+ | OP4 – Inclusione sociale |
| Spazi energivori | Riqualificazione eco-biblioteca | FESR | OP2 – Sostenibilità ambientale |
| Isolamento degli utenti fragili | Servizi sociali e digitali domiciliari | FSE+ | OP4 – Welfare di comunità |
A guidare il lavoro, una roadmap in cinque passaggi:
- Mappare i bisogni, rilevando per tempo le criticità operative.
- Monitorare i bandi dei Programmi Regionali (PR) e Nazionali (PN).
- Costruire la rete di partner prima dell’uscita del bando.
- Strutturare budget e piano in modo sostenibile.
- Presentare la candidatura.
I partenariati sono obbligatori nei progetti europei e fortemente premiati in quelli locali. Comuni, scuole e università, enti del Terzo Settore e sistemi bibliotecari sono gli alleati naturali, da coinvolgere in reti flessibili.
Ampio spazio anche alle domande dei partecipanti. La gratuità delle attività formative finanziate è inderogabile: per allargare la partecipazione senza violare le regole si possono gestire liste d’attesa. La sostenibilità dopo la fine del finanziamento va invece pensata fin dalla fase di progettazione.
Uno sguardo al futuro chiude il quadro: la programmazione 2028-2034 punterà su intelligenza artificiale etica nei servizi, neutralità climatica e procedure più semplici, con maggiore impatto sulle comunità locali.
Rivedi la sessione e resta aggiornato
La registrazione completa dell’incontro è disponibile sul canale YouTube di Rete delle Reti: https://www.youtube.com/watch?v=2U6Cb_Ku-SE
Ulteriori materiali:
Questo report è solo il primo di una serie. Nelle prossime settimane pubblicheremo articoli di approfondimento con il racconto dettagliato dei laboratori di Canegrate, Cologno Monzese, Cesena, Pistoia e Lamezia Terme, insieme a una riflessione sulle idee progettuali abbozzate dai partecipanti.
La formazione sui temi del progetto TELL, e non solo, continuerà nei prossimi mesi. Restate sintonizzati sul sito di Rete delle Reti per non perdere i prossimi appuntamenti.