16/09/2025
di Luisa Marquardt
IFLA School Libraries Section Chair (2023-2025), IFLA CPDWL (2025-2029), AIB CNBS, IASL

Il Manifesto IFLA-UNESCO delle biblioteche scolastiche 2025 è stato approvato all’unanimità dall’Unesco, nell’ambito dell’IFAP – Information For All Programme, nella seduta del 24 aprile scorso. L’evento, al quale in rappresentanza dell’IFLA hanno partecipato di persona Claire McGuire, funzionaria IFLA incaricata dei rapporti con l’UNESCO e altri enti internazionali, e da remoto Valèrie Glass, professeur documentaliste e membro attivo dell’APDEN, e l’autrice di questo articolo, entrambe Chair della School Libraries Section, rispettivamente nel periodo 2021-2023 e 2023-2025. Grande spazio a questo nuovo documento e strumento è stato dedicato durante l’IFLA WLIC ad Astana (https://2025.ifla.org/), non soltanto negli incontri organizzati dalla School Libraries Section – il “business meeting” del 17 agosto (https://iflawlic2025.abstractserver.com/program/#/details/sessions/52) e l’articolata open session del 18 agosto “The IFLA-UNESCO School Library Manifesto 2025 in Action” (https://iflawlic2025.abstractserver.com/program/#/details/sessions/100) -, ma anche in vari altri momenti e sessioni, tra cui una, il 20 agosto, “Regional Engagement, Global Impact: Connecting with UNESCO Regional Office in Almaty” (https://iflawlic2025.abstractserver.com/program/#/details/sessions/143), dedicata al ruolo nell’Asia Centrale dell’Ufficio UNESCO con sede ad Almaty. In apertura della sessione UNESCO, coordinata da Claire McGuire (IFLA Policy and Research Officer), sia Amir Piric, direttore dell’UNESCO Regional Office in Almaty, sia Majer Massanov, National Programme Officer for Communication and Information, sempre dell’UNESCO Regional Office in Almaty, hanno menzionato l’importanza del Manifesto IFLA-UNESCO delle biblioteche scolastiche 2025, confermando il supporto dell’ufficio per la diffusione del Manifesto ed eventuali ulteriori traduzioni.
Perché l’approvazione dell’edizione 2025 del Manifesto delle biblioteche scolastiche è importante non tanto o soltanto per le biblioteche scolastiche in sé?
Mentre da più parti si sollevano preoccupazioni per l’emergenza literacy nelle sue varie declinazioni e tipologie (compresa quella digitale e nella IA) e il declino delle competenze e delle abitudini di lettura, dall’altra numerosi studi dimostrano l’impatto positivo che una biblioteca scolastica, realmente funzionante in ogni scuola, pienamente integrata nella didattica e nel territorio, ha sull’apprendimento e sulla formazione della persona (come dimostrano le ricerche riportate, per esempio, dal Library Research Service, https://www.lrs.org/data-tools/school-libraries/impact-studies/, ma anche studi ‘nostrani’ come quelli di Marzoli e Papa, 2018 e 2021). Perché, quindi, non provare ad affrontare il problema della carenza delle competenze di lettura, scrittura, comprensione, produzione, pensiero critico, più in generale di cittadinanza attiva e responsabile, anche ripensando le biblioteche scolastiche? Interventi in tal senso sicuramente non sarebbero la panacea, ma costituirebbero un passo concreto per affrontare questioni urgenti, come le crescenti disuguaglianze.
Dal globale al locale: l’importanza di documenti universali come testi fondamentali che hanno effetto a livello locale
Documenti universali, rilasciati da enti sovranazionali con l’intento di risultare significativi e produrre risultati concreti in contesti anche molto differenti (per esempio, lo sviluppo della qualità dei sistemi di istruzione), svolgono un ruolo molto importante. Innanzitutto di tipo normativo, perché manifesti e linee guida, attraverso un linguaggio condiviso, offrono un terreno comune alle parti interessate in tutto il mondo e svolgono una funzione normalizzatrice, fissando una serie di principi che trascendono i contesti locali. Tali documenti contribuiscono anche alla costruzione di una più chiara e definita identità, in quanto, come nel caso delle Linee guida IFLA del 2015 e del Manifesto IFLA-UNESCO del 2025, aiutano le biblioteche scolastiche ad articolare la loro missione e i loro valori all’interno del più ampio ecosistema sia educativo sia bibliotecario, rafforzando la loro identità di attori essenziali nell’apprendimento, nell’alfabetizzazione e nell’inclusione. Affatto non trascurabile è poi l’aspetto cruciale della legittimità e del sostegno: il fatto che il Manifesto delle biblioteche scolastiche 2025 sia stato approvato congiuntamente dall’IFLA e dall’UNESCO conferisce autorevolezza ai bibliotecari scolastici e alle loro associazioni e gruppi, che possono utilizzarla per sostenere in modo più vigoroso, con maggiore decisione e orgoglio, le politiche, specialmente nei contesti nei quali le biblioteche scolastiche sono sottovalutate o sotto finanziate. Documenti generali, come i manifesti e le linee guida, sono infatti pensati per essere adattati agli specifici contesti – diversamente potrebbero risultare troppo generali o vaghi – e costituiscono una preziosa fonte di ispirazione delle strategie nazionali, degli standard professionali e delle politiche locali. Molti paesi hanno infatti integrato i principi del Manifesto delle biblioteche scolastiche del 1999 nei propri quadri educativi o nei progetti di sviluppo delle biblioteche scolastiche. Per quanto riguarda l’edizione del 2025, a livello di integrazione nelle politiche locali e di diffusione, per esempio il giorno stesso dell’approvazione si era tenuta in Cina una importante manifestazione di presentazione e diffusione del Manifesto. Un esempio interessante è costituito anche dalle Filippine, paese in cui il nuovo piano nazionale di sviluppo delle biblioteche scolastiche, lanciato nel mese di maggio 2025, prende spunto proprio dal nuovo Manifesto, grazie alla collaborazione tra il Ministero dell’istruzione filippino e l’IFLA School Libraries Section. Il Manifesto svolge quindi una funzione catalizzatrice del cambiamento e di riferimento per le riforme, sia nei contesti emergenti in cui le biblioteche scolastiche sono ancora in fase di sviluppo, sia nei sistemi avanzati che cercano di innovarsi, per esempio, sui versanti dell’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale, dell’inclusione e della sostenibilità (con riferimenti specifici, a questo riguardo, all’Agenda 2030).
Il Manifesto delle biblioteche scolastiche tra continuità e sviluppo
La prima versione del Manifesto delle biblioteche scolastiche (1999) ha plasmato decenni di pratiche, progetti nazionali e locali, piani di formazione. L’edizione del 2025 è frutto di un lungo processo di confronto e di elaborazione congiunta, particolarmente con la IASL – International Association of School Librarianship, l’associazione internazionale di biblioteconomia scolastica, con cui l’IFLA ha un accordo di collaborazione, rinnovato nel 2024. Il nuovo Manifesto si pone in ottica di continuità con il precedente documento, sottolineando la funzione educativa della biblioteca scolastica e la sua importanza nel processo di apprendimento e nelle attività di insegnamento. Allo stesso tempo, esso riflette questioni contemporanee urgenti, come la trasformazione digitale, l’equità e la cittadinanza globale, e i cambiamenti del tempo, compresa la trasformazione del ruolo delle biblioteche scolastiche, non più spazi principalmente incentrati sui libri, ma centri dinamici per l’alfabetizzazione informativa, la creatività, il benessere e l’innovazione, tra l’altro in un’ottica di continuità tra i vari ordini di scuola, compresa quella dell’infanzia.
Uno strumento di influenza sulla politica, di orientamento della pratica professionale e di collaborazione
Il Manifesto IFLA-UNESCO delle biblioteche scolastiche 2025 può costituire uno strumento molto valido qualora le organizzazioni dei bibliotecari e/o quelle dei dirigenti scolastici decidano di esercitare pressioni sui ministeri dell’istruzione, sulle autorità locali o sulle organizzazioni internazionali per migliorare un servizio strategico per la qualità dell’educazione. Il Manifesto rappresenta un punto di riferimento rispetto al quale i responsabili politici possono (e dovrebbero…) essere chiamati a rispondere delle loro azioni. Allo stesso momento esso può servire a orientare l’aggiornamento professionale, per esempio, modellando e allineando i programmi di formazione e aggiornamento per i bibliotecari scolastici (ma anche per quelli pubblici…), garantendo che la loro formazione sia in linea con gli standard globali e le competenze necessarie per il futuro.
Un ulteriore e interessante aspetto del Manifesto è quello che riguarda le dimensioni della collaborazione, del lavorare in rete, della solidarietà che travalica e valorizza le diversità. Coloro che, per esempio, stanno collaborando nelle varie parti del mondo alla traduzione sia della versione integrale del Manifesto sia del relativo poster, sviluppano un forte senso di appartenenza a un movimento professionale globale e favoriscono i contatti tra i bibliotecari scolastici di tutti i paesi, con una ricaduta positiva anche nella valorizzazione dei vari idiomi. Per esempio, nonostante la lingua inglese sia riconosciuta come lingua ufficiale in India e nelle Filippine, si è ritenuto quanto mai utile e opportuno sollecitare le traduzioni in hindi, marathi e malayalam e, per le Filippine, in tagalog. Tra l’altro, il fatto di avere il Manifesto disponibile in più lingue è utile non soltanto per la sua diffusione e implementazione nelle aree in cui tali lingue sono parlate, ma anche nelle scuole e nelle comunità all’estero in cui è presente una componente che tali lingue parla. Per esempio nei progetti di inclusione e supporto alla genitorialità può risultare molto utile diffondere il Manifesto – in arabo, turco o filippino (o altri idiomi) – nelle scuole italiane, per rendere i genitori di recente immigrazione e con limitate capacità linguistiche in italiano maggiormente consapevoli del valore e dell’utilità della biblioteca scolastica. Il testo del Manifesto e quello (più sintetico) del poster possono servire come base di discussione per incontri di informazione e di elaborazione congiunta dei possibili modi di attuazione, coinvolgendo attivamente la componente genitori.
Il processo di elaborazione del
poster ha visto attivamente impegnati alcuni componenti dell’IFLA School Libraries Section nella realizzazione della sintesi del Manifesto e, grazie alle competenze grafiche di Ceire Hopley, membro neozelandese della Sezione, sono stati realizzati sia il poster sia il segnalibro. In particolare nel poster si è cercato di veicolare attraverso le immagini i punti chiave del Manifesto, tra cui inclusione, alfabetizzazione tra carta e digitale, collaborazione (dentro la scuola e con il territorio) e sostenibilità. Riguardo al segnalibro del Manifesto una preziosa occasione di collaborazione tra dimensione globale e quella locale è stata offerta dalla sua stampa. Grazie all’amicizia, nata in ambito IASL, tra Aida Agadil e Olga Salamakhina, bibliotecarie scolastiche rispettivamente in Astana e in Almaty (entrambe relatrici alla conferenza IASL 2023 a Roma), e l’autrice di questo contributo, è stato possibile affidare ad Aidana Kanatova, tipografa in Astana, la stampa di ottima qualità di un migliaio di copie del segnalibro, andato poi letteralmente a ruba nello stand IFLA e nelle varie sessioni. Anche la stampa del Manifesto in kazako e russo (oltre che in varie altre lingue) è stata molto apprezzata.
Tutti i documenti – il Manifesto a testo pieno, il poster grafico e il segnalibro – sono accessibili tramite la cosiddetta “landing page” (https://www.ifla.org/g/school-libraries/ifla-unesco-school-library-manifesto-2025/), sollecitamente e costantemente aggiornata da Aaron Tállon, uno dei funzionari addetti al repository IFLA.
Alcune considerazioni finali
Il Manifesto IFLA-UNESCO delle biblioteche scolastiche 2025 ha un indubbio valore simbolico e ispiratore perché, al di là delle inevitabili diversità (di tipo normativo, educativo, culturale, economico ecc.) dei vari paesi e contesti, ricorda l’importanza delle biblioteche scolastiche nel garantire capillarmente, in ogni scuola, l’equità, l’accesso a una pluralità di fonti informative e documentarie e all’offerta articolata di servizi e attività, l’empowerment, lo sviluppo del pensiero critico e la trasmissione dei valori democratici. Il Manifesto funge anche da raccordo, da ponte, tra i vari settori, in quanto collega l’importante missione delle biblioteche scolastiche con quelle più ampie delle biblioteche pubbliche, dell’istruzione e delle istituzioni culturali, rafforzando la visione olistica dell’apprendimento permanente e dello sviluppo sostenibile.
Ovviamente non si possono chiudere gli occhi sul divario tra teoria e pratica, su ciò che il Manifesto indica e sull’effettiva realtà delle biblioteche scolastiche. Molte biblioteche scolastiche continuano a lottare con fondi insufficienti, censura, carenza di personale o mancanza di riconoscimento (questione veramente annosa in Italia…). Gli ideali sottolineati nel Manifesto spesso si scontrano con la dura realtà di tutti i giorni ma sono comunque fondamentali in quanto propongono obiettivi che, seppur possono risultare ambiziosi, sono assolutamente necessari per il miglioramento e lo sviluppo non soltanto del sistema scuola o cultura ma della società.
Per esempio, in un seminario svoltosi in presenza il 2 settembre scorso alla Biblioteca centrale di Spandau a Berlino, chi scrive ha proposto di svolgere un’attività laboratoriale nei mesi a venire per individuare le possibilità di attuazione del Manifesto nelle scuole berlinesi interessate.
Attorno alla diffusione e all’attuazione del Manifesto si è creato un vero e proprio fermento di iniziative in varie parti del mondo che vanno dalla pubblicazione di articoli, come il presente o quello di Valérie Glass (https://www.cfibd.fr/le-manifeste-ifla-unesco-pour-la-bibliotheque-scolaire-en-action/), all’organizzazione di incontri, webinar ed eventi. Prossimamente, per esempio, il Manifesto sarà presentato e discusso (ai fini dell’effettiva implementazione) in un convegno nazionale in Slovenia, a Kranj, nei pressi di Lubiana (https://www.zbds-zveza.si/solske_2025/), e in una sessione laboratoriale, anche in relazione al ruolo cruciale che il dirigente scolastico gioca nello sviluppo (o meno…) della biblioteca scolastica: “School Librarians and Principals Leading Together”, condotto dall’autrice di questo articolo, con Gordana Fileš (Dirigente scolastica di Zagabria) e Antonija Lujanac (Director Europe for IASL), nell’ambito del convegno internazionale dei Dirigenti Scolastici ESHA 2025 (Roma, 29-31 ottobre 2025, https://www.esha2025rome.eu/) su un tema di grande importanza: “Powerful Leadership in Changing Times”.
Tra l’altro, come documento in qualche modo ‘vivente’ e aperto, il Manifesto è importante anche perché è pensato per evolversi con il cambiamento dei paradigmi educativi che tengono conto di alcuni fattori (per esempio, intelligenza artificiale, crisi climatica, equità digitale). Funge inoltre da stimolo alla revisione delle Linee guida IFLA per le biblioteche scolastiche (2015), riflessione avviata proprio ad Astana.
Il Manifesto può essere quindi inteso sia come un luminoso faro che indica la direzione verso un approdo, sia come un porto da cui partire, adeguatamente equipaggiati, verso il mare aperto, oppure come un efficace strumento di advocacy per impattare sulle politiche e sulla pratica professionale o come uno specchio che, nel rimandare l’immagine riflessa, fa vedere lo stato dell’arte o i progressi ma anche le lacune da colmare nello sviluppo globale e locale delle biblioteche scolastiche, per innalzare la qualità della scuola, favorire l’inclusione e colmare le disuguaglianze.
Nota del direttore
Riteniamo importante aggiungere la comunicazione che Rete delle Reti intende organizzare un incontro tra le reti bibliotecarie e l’autrice dell’articolo Luisa Marquadt, che ha collaborato alla stesura del Manifesto, per un confronto sul rapporto con le biblioteche pubbliche dal punto di vista specifico delle reti bibliotecarie, un’occasione della quale non mancheremo di dare informazione con tempestività e che riteniamo possa concretamente raccogliere gli stimoli e le proposte del Manifesto stesso e di questa riflessione a cui volentieri abbiamo dato spazio.
Gianni Stefanini
Direttore, Rete delle Reti