Praga, cuore dell’Europa bibliotecaria

Rete delle Reti alla 34ª Conferenza EBLIDA: sostenibilità, advocacy e nuove alleanze europee.

di Giuseppe De Righi | Presidente di Rete delle Reti

e Antonella Lamberti | IFLA Section Libraries for Children and Young Adults

Giuseppe De Righi e Antonella Lamberti alla 34° conferenza EBLIDA a Praga.

Le biblioteche comunali e le biblioteche di pubblica lettura hanno bisogno di una visione ampia a livello nazionale ed europeo se vogliono assolvere con dedizione al loro compito nella società di oggi. Con questa consapevolezza, nei giorni dal 20 al 22 aprile, una delegazione di Rete delle Reti ha partecipato alla 34ª Conferenza annuale di EBLIDA — l’associazione europea che rappresenta biblioteche e istituzioni documentarie del continente — ospitata nella “Praga magica”, precisamente nella  cornice della Biblioteca Municipale della città.

Il tema della conferenza — Sense and Sustainability. From goals to action: Libraries as partners for sustainability — ne ha attraversato ogni momento, dai lavori plenari agli scambi informali. La sostenibilità è stata declinata in senso ampio: ambientale, sociale, educativa. Persino i badge dei partecipanti erano in carta impastata di semi — da piantare al ritorno — e tutte le stoviglie erano compostabili: un messaggio di coerenza che non trascurava alcun dettaglio.

A fare da simbolo silenzioso all’intera conferenza, la celebre installazione Idiom di Matej Krén: una torre di libri che dall’esterno ha una base e un tetto, ma che affacciandosi al suo interno appare infinita per un gioco di specchi. Come le biblioteche, dunque: non contenitori finiti di carta, ma infrastrutture capaci di aprire orizzonti illimitati.

Il riposizionamento internazionale di Rete delle Reti

La presenza di Rete delle Reti a Praga non è stata solo una partecipazione a un convegno: è stata un’operazione di riposizionamento strategico. RdR si è distinta come presenza istituzionale di rilievo, capace di presidiare le sessioni ufficiali e i fondamentali momenti informali di networking.

Il segnale più significativo è venuto dall’accoglienza dei vertici dell’organizzazione. Erna Winter, Presidente EBLIDA, e Andrew Cranfield, Direttore, hanno espresso apprezzamento formale per la nostra partecipazione e offerto la loro disponibilità a prendere parte a future iniziative di RdR. Un’apertura concreta, che intendiamo consolidare nei prossimi mesi.

Di grande valore anche l’incontro con Ilona Kish, Direttrice di PL2030, che lavora per garantire riconoscimento politico alle biblioteche presso le istituzioni dell’Unione Europea. Kish ha offerto la disponibilità a organizzare incontri tra bibliotecari italiani e membri del Parlamento Europeo — un canale che potrebbe portare le istanze di RdR direttamente nel dibattito legislativo europeo.

Da segnalare inoltre il pieno sostegno di Liù Palmieri, componente italiana dell’Executive Committee di EBLIDA, che ha confermato apertura e disponibilità a fare da tramite per i contatti con il board, e di Guillaume Gast , anche lui dell’Executive Committee, che ha espresso interesse per la nostra presenza e offerto il suo supporto per futuri contatti.

Biblioteche come infrastruttura sociale: i temi al centro

Tomáš Řehák, Direttore della Biblioteca Comunale di Praga, ha aperto i lavori della conferenza con un’affermazione netta: la sostenibilità non è un’opzione ecologista, ma una necessità di sopravvivenza sociale. In un panorama europeo spesso segnato da risorse ridotte, le biblioteche non devono essere strutture “eventuali” ma urgenti: spazi dove la democrazia e l’apprendimento permanente prendono forma concreta.

Uno dei momenti di maggiore intensità è stato l’intervento dell’attivista per i diritti umani Lukáš Houdek, che ha collocato le biblioteche in una posizione chiara: luoghi della parola e del racconto, presidi che contrastano l’isolamento attraverso l’informazione e la testimonianza. Non solo memorie del passato, ma spazi di riconoscimento di tutte le storie, spazi di apertura, accoglienza, accessibilità.

Reti, dati e advocacy: gli strumenti del cambiamento

Il Forum ELAN, moderato da Ton Van Vlimmeren (Former-President di EBLIDA), ha affrontato la complessità strutturale delle reti europee. Il messaggio centrale è stato chiaro: le reti non sostituiscono le organizzazioni formali, ma le completano, essendo strumenti agili per risolvere problemi operativi e attivare collaborazioni rapide. Il vero valore si genera spesso nell’informale — nella fiducia personale, negli scambi “dietro le quinte” che permettono di risolvere problemi complessi con agilità.

L’intervento di OCLC ha fornito poi una base quantitativa fondamentale: la condivisione delle risorse genera risparmi stimati in oltre 85 milioni di euro all’anno a livello globale e riduce drasticamente l’impronta ecologica della logistica libraria. I dati dell’indagine condotta su oltre 1.700 professionisti in tutto il mondo confermano le biblioteche come “pilastro dell’accesso equo all’istruzione”, con il primato dell’SDG 4 (Istruzione di qualità). Numeri che non sono solo statistiche, ma argomenti concreti per dialogare con i decisori politici.

Su questo fronte si inserisce anche Sentobib, presentata da Francis De Bonnaire: un sistema di monitoraggio su larga scala che non si limita a contare prestiti e ingressi, ma misura l’impatto qualitativo delle biblioteche sulla vita dei cittadini, con un sondaggio standardizzato già testato in Belgio, Germania e Olanda. Sentobib è stata descritta come la “cassetta degli attrezzi” per un’advocacy moderna: oggi non basta affermare che le biblioteche sono utili, bisogna dimostrarlo con dati strutturati.

Il quadro europeo: un paradosso e una svolta

La conferenza ha dedicato ampio spazio al gruppo OMC (Open Method of Coordination), il cui lavoro ha messo a fuoco un paradosso critico: mentre le biblioteche si sono trasformate radicalmente — diventando luoghi accoglienti, centri di aggregazione per le giovani generazioni, hub dove crescono le comunità — la classe politica non ha ancora pienamente recepito questo cambiamento. I numeri parlano da soli: oltre 67.000 biblioteche pubbliche in Europa, 170.000 professionisti, più di 750 milioni di visite annuali e 75 milioni di utenti registrati. Eppure le biblioteche faticano a ottenere riconoscimento e risorse adeguate.

“Bisognerebbe dire e far capire ai politici cosa è cambiato nelle biblioteche dall’ultima volta che vi hanno messo piede”: la battuta, pronunciata durante i lavori, ha colpito per la sua precisione. Il gruppo OMC ha identificato i pilastri comuni dell’identità bibliotecaria europea — istituzioni di fiducia, hub di comunità, presidi di equità sociale — e ha inviato agli Stati membri raccomandazioni chiare: riconoscere le biblioteche come servizi essenziali con accesso libero e gratuito, dotarle di un quadro legale robusto, di finanziamenti sostenibili, di personale qualificato e di maturità digitale.

In chiusura, Ilona Kish ha sottolineato come il clima generale stia cambiando: il tono del settore è passato dal “lamento” a una maggiore fiducia in sé stessi. La conversazione europea sulle biblioteche si distingue oggi per un alto livello di advocacy, segnando il passaggio da una fase di pura resistenza a una di protagonismo politico consapevole.

La Week17 e le prossime iniziative

Tra i format più interessanti presentati a Praga, la Week17 — una campagna nata in Danimarca e in espansione in altri Paesi, che si svolge ogni anno durante la settimana numero 17 (richiamando i 17 SDG dell’ONU) e porta i grandi temi globali della sostenibilità nel quotidiano dei cittadini attraverso eventi, scambi di oggetti, laboratori e partnership con scuole e associazioni locali. Un modello scalabile, che RdR ha già ipotizzato di collegare a progetti esistenti nella nostra rete, come la Biblioteca dei Semi, immaginando un evento coordinato per il prossimo anno che unisca tutela della biodiversità e partecipazione comunitaria.

Da segnalare infine il “Manuale del Bibliotecario Verde, curato da Rosario Toril Moreno e presentato durante il convegno: una guida operativa che le biblioteche potranno adottare per ottimizzare la gestione delle risorse e promuovere la cultura ecologica.

Partecipare a EBLIDA significa per Rete delle Reti far irrompere nel panorama nazionale una visione più moderna, più aperta e più europea del mondo delle biblioteche comunali. Le relazioni avviate a Praga — con il board di EBLIDA, con PL2030, con le reti nazionali europee — sono il punto di partenza di un programma di attività che vedrà i nostri sistemi bibliotecari sempre più interconnessi con le iniziative di livello europeo. Per i soci, ma anche per tutte le realtà diffuse sul territorio che hanno bisogno di sentirsi parte di qualcosa di più grande.