La Scuola invernale di Salonicco

24/02/2026

Nel quadro del progetto TELL, un percorso formativo per professionisti da tutta Europa sui temi strategici più attuali per lo sviluppo delle biblioteche 

di Giuseppe Vitiello, Senior Advisor Europe – Rete delle Reti

Riunendo circa trenta professionisti del settore culturale da tutta Europa presso l’American Farm School, la Thessaloniki Winter School ha segnato una tappa fondamentale per il progetto TELL (Trans-European Learning Libraries), finanziato dal programma Erasmus+. Organizzato dal MetaDATA LAB dell’Università Internazionale Ellenica, l’evento si è focalizzato sui temi principali della Raccomandazione del Consiglio d’Europa sulla legislazione e la politica bibliotecaria (2023), con l’obiettivo di formare una nuova generazione di bibliotecari pronti a integrare i valori democratici e le priorità dell’Unione Europea all’interno delle proprie istituzioni nazionali.

Il percorso formativo ha fondamentalmente esplorato tre pilastri: libertà di espressione e pluralismo informativo; Agenda 2030 per l’inclusione sociale e lo sviluppo sostenibile; trasformazione tecnologica e Intelligenza Artificiale. Il cuore pulsante della Scuola è stata l’organizzazione di workshop, in cui i partecipanti hanno elaborato “micro-strategie” volte a riportare nella quotidianità la Raccomandazione, garantendo un impatto misurabile e duraturo sulle comunità locali.

L’innovazione tecnologica ha dominato la scena con focus specifici sull’etica dell’Intelligenza Artificiale etica e la trasformazione digitale. La Scuola si è conclusa con la definizione di un piano d’azione per la replica di queste competenze a livello transnazionale, riaffermando il ruolo delle biblioteche non solo come custodi della conoscenza, ma come hub dinamici di innovazione e presidi fondamentali per la salute democratica dell’Europa.

Nella foto uno dei momenti chiave della Scuola: il Panel per la Tavola Rotonda su IA etica, cittadinanza digitale e risposte delle biblioteche alle minacce globali e locali. Da sinistra a destra: Spaska Tarandova, Direttrice, Global Libraries – Bulgaria Foundation e Membro del Comitato Permanente Sezione Biblioteche Pubbliche dell’IFLAM; Giorgos Glossiotis, KR21 e IFLA, Grecia; Giuseppe Vitiello, Rete delle Reti delle Biblioteche italiane; Maria-Nefeli Chatziioannidou, Membro del Parlamento Ellenico  e dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa; Emmanouel Garoufallou, Direttore del MetaDATA LAB, Grecia; Andreas Vlachidis, Professore, University College London; Anna Despotidou, Professoressa, Law School, Università Aristotelis; Aneta Doncheva, Professoressa, Università di Sofia “San Clemente di Ocrida”, Bulgaria.

Quando le Biblioteche Diventano Hub di Futuro

La Scuola invernale di Salonicco nella testimonianza del rappresentante italiano

di Giuseppe Mondello, bibliotecario a “L’Artemisia – Biblioteca Civica di Bresso” (Consorzio CSBNO)

Dal 26 al 30 gennaio ho partecipato alla Thessaloniki Winter School 2026, evento formativo europeo del progetto TELL nell’ambito della Raccomandazione del Consiglio d’Europa sulle politiche bibliotecarie. Cinque giorni intensi con 30 colleghi da sei Paesi europei. Torno con una certezza: il lavoro che facciamo ogni giorno nelle nostre biblioteche conta. Molto più di quanto pensiamo.

Il primo momento di consapevolezza è stato disarmante nella sua semplicità: ogni attività bibliotecaria che già svolgiamo contribuisce a uno o più Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU. Ogni corso di alfabetizzazione digitale, ogni evento culturale, ogni libro prestato si ricollega all’Agenda 2030. Non serve inventare nulla di nuovo: serve raccontare meglio quello che già facciamo, usando il linguaggio che conta per finanziatori e decisori.

Il secondo tema centrale è stato l’Intelligenza Artificiale. Non come minaccia, ma come strumento da governare con consapevolezza etica. Ho visto biblioteche greche usare AI per catalogazione assistita (risparmiando il 40% del tempo), chatbot per FAQ informative, analytics per decisioni data-driven. Il principio è chiaro: l’AI suggerisce, il bibliotecario decide. La tecnologia amplifica, non sostituisce.

Ma la lezione più profonda è stata umana, non tecnica. Confrontarsi con colleghi bulgari che operano in democrazie fragili (beh, anche la nostra a volte sembra scricchiolare), con croati che gestiscono 42 sedi con risorse limitate, con greci che affrontano crisi economiche cicliche. Tutti uniti da una consapevolezza: le biblioteche sono infrastrutture democratiche essenziali. Spazi dove libertà di espressione, accesso equo all’informazione e partecipazione civica non sono slogan, ma pratica quotidiana.

Cosa porto a casa concretamente? Framework operativi per mappare le nostre attività nel quadro di riferimento degli SDG. Strumenti open-source per sperimentare AI etica. Una rete europea di professionisti per collaborazioni future. Ma soprattutto: rinnovata consapevolezza che il nostro ruolo non è conservare il passato, ma costruire il futuro.

Le biblioteche italiane, spesso piccole e sotto-finanziate, hanno un patrimonio che nessuna AI può replicare: la capacità di essere presidi umani di conoscenza, democrazia e comunità. Thessaloniki me lo ha ricordato. E mi ha dato strumenti per trasformare questa consapevolezza in strategia.

Il viaggio è appena iniziato. E sarà collettivo.