16/09/2025
di Giuseppe Vitiello, Senior Adviser, Europe, di Rete delle Reti
Il gruppo OMC è un’aggregazione temporanea di esperti designata dai Paesi Membri dell’Unione europea incaricati di presentare proposte di sviluppo settoriali al Consiglio dell’Unione europea. Dal 2023 è attivo un Gruppo OMC che, nel 2026, presenterà a politici, amministratori e esponenti della professione bibliotecaria un’opera di assoluto riferimento per le politiche bibliotecarie europee e nazionali. Il contenuto del Rapporto OMC va quindi strettamente monitorato, in modo che le politiche dell’Unione europea siano equilibrate e tengano conto delle esigenze di tutti i Paesi membri.
La bozza di rapporto che Rete delle Reti ha avuto in visione inquadrava le biblioteche in modo limitato e con orientamenti favorevoli alle biblioteche più avanzate. Non teneva conto, ad esempio, di ritardi strutturali e Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Dimenticava, inoltre, di menzionare la Raccomandazione del Consiglio d’Europa sulla legislazione e la politica bibliotecaria del 2023, punto di arrivo forse per molti sistemi bibliotecari avanzati, ma solo di partenza per quelli meno sviluppati. Grazie alla visibilità internazionale acquisita con il progetto TELL, Rete delle Reti ha unito le sue forze con LibrarIn, un altro progetto fortemente caratterizzato sul versante delle politiche e delle buone pratiche bibliotecarie, finanziato dal programma europeo Horizon.
Insieme i due progetti hanno proposto modifiche radicali ai due capitoli preparatori del Rapporto OMC. Le modifiche sono state introdotte dalla lettera seguente di accompagnamento, qui tradotta in italiano e riprodotta integralmente.
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Cari Klassen e Stuart [rispettivamente Presidente e Segretario del Gruppo OMC Biblioteche],
È nostro piacere comunicare al Gruppo OMC che, su richiesta di diversi delegati OMC, i progetti LibrarIN e TELL hanno unito le loro forze per mettere a disposizione dei delegati i dati e le risorse in loro possesso. I nostri contributi sono presentati come proposte di correzioni (in allegato) ai capitoli 2 e 5 della bozza di Rapporto. Essi si basano sui seguenti presupposti fondamentali.
Tutti questi punti – Agenda 2030, Raccomandazione del Consiglio d’Europa, disparità regionali e finanziamenti europei per le biblioteche – sono parte integrante della risoluzione del Consiglio del 2022 sul piano di lavoro dell’UE per la cultura e del mandato 2023 assegnato al gruppo OMC. Ometterli potrebbe essere considerato una svista agli occhi dei decisori politici.
Raccomandazioni per il follow-up della relazione OMC
Per quanto riguarda il seguito del Rapporto OMC, consigliamo vivamente di “includere linee di bilancio dedicate nei programmi di finanziamento dell’UE” (Sezione 2 del Manifesto delle biblioteche EBLIDA, PL2030, IFLA, LIBER e NAPLE del 2024) e non (o almeno, non solo) di “dedicare linee di finanziamento nei programmi dell’UE per l’istruzione e la cultura a progetti che coinvolgano le biblioteche” (Sezione 1). Non si tratta solo di una preferenza finanziaria, anche se, ad esempio, un progetto finanziato da Horizon dispone in genere di risorse 10-15 volte superiori rispetto a un progetto nel campo dell’istruzione/cultura.
Non c’è alcun dubbio che i Fondi strutturali europei costituiscano la più importante entrata di fonte europea per le biblioteche. Il loro investimento decennale è stato pari a 281 868 000 EUR nelle biblioteche di soli tre paesi (Estonia, Italia, Polonia), il che equivale al 25% dell’intero bilancio del programma europeo CERV settennale in 34 paesi! Pertanto, come seguito del Rapporto OMC, suggeriamo un Rapporto (o una Comunicazione) della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni. Questo approccio è stato utilizzato con successo dal Gruppo OMC sulla dimensione culturale dello sviluppo sostenibile nelle azioni dell’UE.
Un Rapporto così orientato tipo aiuterebbe in modo significativo le biblioteche di tutta Europa a (ri)negoziare i Fondi strutturali e di investimento europei per il ciclo di programmazione 2028-2034. Lo strumento del Rapporto (o della Comunicazione) della Commissione sarebbe utile anche per le biblioteche dei paesi confinanti con la Russia o più direttamente colpiti dal conflitto ucraino, poiché i Fondi strutturali in quei paesi saranno con ogni probabilità orientati a soddisfare esigenze di sicurezza nazionale. Per quanto riguarda le biblioteche dei paesi dell’Europa meridionale e orientale, uno strumento di questo tipo potrebbe inoltre essere utile per garantire la continuità del sostegno finanziario.
Ringraziando per la cortese attenzione, inviamo distinti saluti.
Che cosa possono fare le biblioteche italiane per influenzare le Conclusioni del Rapporto?
Il lavoro del Gruppo OMC non è di natura riservata; esso è e deve essere portato all’attenzione della professione bibliotecaria europea. Le biblioteche pubbliche italiane sono le destinatarie principali dell’azione del Consiglio dell’Unione europea.
Rete delle Reti intende sviluppare un’azione di dialogo con le Istituzioni (Ministero e Regioni) e con le associazioni, in particolare con AIB, che operano nell’ambito delle biblioteche, per aprire un confronto e trovare una sintesi condivisa che sappia esercitare un’adeguata pressione sul gruppo OMC affinché a sua volta tale gruppo condivida queste considerazioni e inserisca nel documento finale le opportune modifiche.