Roma, due giorni di idee e visioni per le biblioteche italiane

Due giornate dense di lavoro, confronto e visione condivisa hanno caratterizzato l’incontro del Comitato di Coordinamento allargato della Rete delle Reti, svoltosi a Roma il 4 e 5 dicembre.
Cooking the Future: biblioteche, cucina e gioco per immaginare il futuro dei Castelli Romani

Può la cucina diventare un linguaggio comune per rileggere un territorio, riconoscerne le radici e immaginarne il futuro? Può la biblioteca pubblica essere il luogo dove questo dialogo prende forma e diventa un percorso concreto per il territorio?
Scuola invernale di Salonicco

Nel quadro del progetto TELL, un percorso formativo per professionisti da tutta Europa sui temi strategici più attuali per lo sviluppo delle biblioteche
di Giuseppe Vitiello, Senior Advisor Europe – Rete delle Reti
Nuovi sguardi, nuove idee: le mobilità Erasmus+ di RdR

Un progetto in fase di presentazione offrirà a bibliotecari e reti l’opportunità di vivere esperienze di apprendimento internazionale nei contesti bibliotecari europei.
Progetto TELL: borse di studio per le scuole invernali di Osijek e Salonicco

La misura sostiene la formazione di professionisti che opereranno per promuovere la libertà di espressione, lo sviluppo sostenibile e l’intelligenza artificiale in biblioteca.
Public Library Award

Public Library of the Year 2025 3/11/2025 In giro per il pianeta e in armonia con la Terra: sostenibilità e comunità al centro del premio IFLA/Baker & Taylor alla Public Library of the Year 2025 di Antonella Lamberti, IFLA Libraries for Children and Young Adults Ogni anno IFLA assegna un premio a una biblioteca pubblica che sia riuscita a combinare al meglio un’architettura aperta e funzionale con soluzioni di alta tecnologia sostenibili e creative, integrando sviluppi digitali e cultura locale.Le biblioteche che intendono concorrere al premio devono essere di nuova costruzione oppure essere state oggetto di un ampliamento significativo, o ancora essere situate in un edificio che non era precedentemente utilizzato come biblioteca. Il premio “Biblioteca pubblica dell’anno” prevede un premio in denaro di 5.000 dollari, sponsorizzato da Baker & Taylor, un distributore di libri per biblioteche pubbliche e accademiche e scuole, con sede a Charlotte, nella Carolina del Nord, negli Stati Uniti. La cerimonia di premiazione si svolge abitualmente durante il Congresso Mondiale delle Biblioteche e dell’Informazione (WLIC) dell’IFLA e quest’anno ha avuto dunque luogo al Centro Congressi di Astana, in Kazakistan, nel mese di agosto, durante l’89° WLIC. I principali temi dei criteri di valutazione sono l’interazione con l’ambiente circostante e la cultura locale; la qualità architettonica; la flessibilità, incluso il modo in cui gli spazi della biblioteca sono progettati e organizzati per ispirare le attività degli utenti e supportare nuove attività e sinergie tra i vari spazi dell’edificio; la sostenibilità, considerando anche come i principi di sostenibilità sono stati integrati nella progettazione e nelle attività della biblioteca; l’apprendimento e le relazioni sociali, ovvero come la biblioteca offre percorsi formativi e il modo in cui il design degli interni supporta lo sviluppo delle esigenze individuali, sociali, culturali ed economiche; la digitalizzazione e le soluzioni tecniche. La vincitrice del 2025 è stata la Biblioteca Gabrielle-Roy, situata nel Québec, in Canada, considerata dalla giuria un modello di successo e un esempio di ristrutturazione creativa e sostenibile. Inaugurata nel febbraio 2024 nel cuore del quartiere Saint-Roch, anziché optare per la demolizione e una nuova costruzione, il suo progetto, firmato dal consorzio di architetti Saucier + Perrotte | GLCRM, ha trasformato completamente la struttura pre-esistente. Vediamo quali sono stati gli elementi principali presi in considerazione per questa scelta. La sostenibilità e l’architettura innovativa hanno giocato un ruolo molto importante. La ristrutturazione e l’ampliamento hanno ridotto al minimo gli sprechi e adattato la struttura alle esigenze della biblioteca. La trasformazione strutturale ha permesso dunque di modificare l’aspetto precedente della biblioteca, da quello che è stato definito “recintato e passivo rispetto all’esterno”, in un edificio dall’aria moderna, stimolante e ben collegata all’ambiente urbano circostante. Le funzioni pubbliche sono state distribuite in tutta la struttura, con un collegamento visivo piacevole verso l’esterno grazie a una facciata vetrata su strada e un balcone. All’interno, una grande scala centrale illuminata da un lucernario funge da atrio e punto focale. Molto importante e apprezzato anche l’approccio incentrato sulla comunità di questa biblioteca, che ha incluso un processo di co-progettazione per definirne servizi e spazi. Questo aspetto si è concretizzato anche nei dieci hub tematici distribuiti sui quattro livelli (per esempio Musica e Cinema, Giovani e Cucina, eccetera), che rappresentano un supporto a una vasta gamma di programmi della biblioteca, offrendo ambienti di apprendimento, creatività e relax. Con questo tipo di progettazione e realizzazione, da semplice deposito di libri, la biblioteca è stata trasformata a tutti gli effetti in centro sociale, o “terzo luogo”, ben adatto a una comunità dinamica. La sua offerta di servizi risulta estremamente ampia e moderna, includendo anche uno studio musicale, una sala proiezioni, un fab lab e un laboratorio artistico. Possiamo comunque immaginare che la scelta per la giuria non sia stata per niente facile, visto che le altre due biblioteche in concorso pure rappresentano mirabili esempi di progettazione sostenibile e incentrata sul servizio alla comunità. Una delle due è la Biblioteca di New Canaan, in Connecticut , che si distingue come un accogliente e moderno “salotto pubblico” per la sua comunità. Progettata in stile “Mid-Century Modern” (uno stile di design popolare nella metà del XX secolo, caratterizzato da linee pulite e semplici e dall’assenza di abbellimenti), la struttura è intrinsecamente aperta e flessibile, pensata per l’uso comunitario e integrata perfettamente nel paesaggio urbano anche grazie all’uso di pietra locale. Unendo estetica a funzionalità, pone forte enfasi sulla sostenibilità: l’edificio è stato concepito con sistemi a risparmio energetico, energie rinnovabili e materiali ecocompatibili. Gli interni, inondati di luce naturale e caratterizzati da finiture neutre e naturali, rafforzano il senso di connessione con l’esterno, rendendo la biblioteca non solo un centro di apprendimento, ma un punto di incontro luminoso e invitante. Ogni elemento è progettato a misura d’uomo e con un forte senso di connessione conl’esterno, che si evidenzia soprattutto nelle invitanti vedute sull’edificio dalle strade e dai diversi giardini e piazze adiacenti alla biblioteca. L’altra biblioteca in concorso è stata la Biblioteca di Heping a Shanghai: la prima “biblioteca-parco” della città aperta 24 ore su 24 e brillante esempio di riconversione edilizia. Originariamente edificio inutilizzato, immerso nel Parco di Heping, è stato ristrutturato preservando il più possibile la struttura originale. Il progetto si è distinto per la sua forte ispirazione contestuale: è stato concepito per offrire ai visitatori la sensazione di trovarsi nel mezzo di un giardino, integrando splendidamente spazi interni ed esterni. La struttura principale è infatti collegata al parco da corridoi circondati da piante, diventando parte integrante della rete ecologica locale e offrendo habitat stagionali per gli uccelli. Con una superficie di 10.000 metri quadrati, la biblioteca comprende quattro sale tematiche, una galleria d’arte e uno spazio verde centrale. Suddivisa in una sala comune e una per bambini, l’architettura della biblioteca si ispira all’immagine di un “libro aperto”. La Sala Generale incarna il concetto di “Scoperta della Natura”, con elementi che richiamano fiumi e foreste, mentre la sala per bambini si ispira ai “Sogni Stellati”, utilizzando luci, ombre e colori che evocano l’innocenza e la fantasia. L’intera struttura eccelle nell’uso
RAVELLO LAB 25: Turismi e culture per la rigenerazione dei luoghi

RAVELLO LAB 25: Turismi e culture per la rigenerazione dei luoghi 3/11/2025 C’era anche la “Rete delle reti” a Ravello Lab 25 per affrontare il tema di quest’anno e produrre proposte operative finalizzate alla redazione di “raccomandazioni”. di Giuseppe De Righi, Presidente della Rete delle Reti Queste costituiscono un patrimonio di informazioni, indicazioni e buone pratiche, cui potranno fare riferimento legislatori di vari livelli (europeo, nazionale e regionale), organismi amministrativi cittadini e regionali, associazioni pubbliche e private. Un corposo volume distribuito all’entrata ci ha restituito i lavori degli anni precedenti in termini di raccomandazioni e costituisce un patrimonio di notevole entità, cui fare riferimento anche per approfondimenti tematici e operativi. Ravello Lab 25 è stata una tre giorni in cui l’apporto della cultura alla promozione turistica e alla rigenerazione dei luoghi e delle città è stato sezionato e dibattuto da diversi punti di vista, con l’adeguato approccio scientifico e con interventi autorevolissimi, sia in riunioni plenarie, sia nei lavori di gruppo, previsti in tre panel: l’Italia dei piccoli borghi e delle aree interne; le produzioni culturali per le trasformazioni; capitali italiane della cultura: pratiche e impatti a dieci anni dall’istituzione del titolo. Rete delle reti, presente all’evento con il Presidente, ha dato il proprio apporto e il proprio contributo nel panel 1, condotto e diretto dal Rettore dell’Università del Salento Fabio Pollice, concernente i piccoli borghi e le aree interne. “Ho fatto tesoro della mia esperienza come Presidente del Consorzio sistema Castelli romani, che nella propria missione prevede, oltre alla formazione, manutenzione e gestione del sistema bibliotecario e delle singole biblioteche comunali, anche la promozione della cultura e la promozione del territorio a fini turistici – commenta De Righi -; qui infatti i nostri comuni – 17 -, pur nelle difficoltà finanziarie e operative e nella complessità dell’intero sistema Castelli romani, hanno voluto affidare al Consorzio compiti di una certa vastità, che ricomprendono anche la promozione dell’area a fini turistici, che svolgiamo mediante un apposito organismo – la Destination Management Organization DMO – costituita in forma di associazione mista pubblico/privata. A Ravello Lab 25, nella prestigiosa Villa Rufolo, Rete delle reti ha potuto estrinsecare la vocazione di rappresentanza nazionale con interventi mirati ma, soprattutto, abbiamo avuto la possibilità di ascoltare interventi di altissima qualità, come la Lectio del professor Bray, presidente della Treccani, e di seguire tante diverse esperienze. Infine Ravello Lab 25 è stata anche l’occasione per incontri ravvicinati di un certo valore finalizzati a spiegare il senso e la missione della nostra associazione, con la speranza di far conoscere Rete delle reti a personalità della cultura nel nostro Paese e, non da ultimo, raccogliere anche qualche ulteriore adesione”.
Nasce BITO – Biblioteche integrate del Torinese

Nasce BITO – Biblioteche integrate del Torinese 3/11/2025 Il più ampio progetto di cooperazione bibliotecaria oggi attivo in Italia arriva da lontano, attraverso un percorso che può rappresentare un modello di azione anche per altri territori in Piemonte e nel resto d’Italia. di Franco Orsola, responsabile di BITO Nord-Est Il 15 settembre 2025 è stato completato il processo di unificazione dei cataloghi e dei servizi dei due principali sistemi bibliotecari dell’area metropolitana torinese: il Sistema Bibliotecario Urbano di Torino (SBU) e il Sistema Bibliotecario dell’Area Metropolitana (SBAM).Da questa integrazione nasce BITO – Biblioteche integrate del Torinese, una nuova rete che coordina oltre novanta biblioteche pubbliche distribuite sul territorio della Città di Torino e dei comuni della cintura metropolitana. Un percorso condiviso BITO è il risultato di un percorso di cooperazione avviato nel 2019 con il Protocollo d’intesa regionale per l’integrazione dei servizi bibliografici, della circolazione libraria e delle attività culturali. L’obiettivo, definito anche dal Regolamento regionale “Disciplina delle biblioteche, delle reti e dei sistemi bibliotecari” (in vigore dal 2021), è sempre stato quello di rendere i servizi bibliotecari più coerenti, accessibili e coordinati su tutto il territorio piemontese. La nuova convenzione sottoscritta nel dicembre 2023 ha consentito di avviare la fusione dei cataloghi, l’unificazione delle anagrafiche, la progettazione di una tessera unica per tutti gli utenti, l’integrazione dei servizi di prestito digitale e la progettazione di un sistema di circolazione libraria esteso a tutto il territorio servito dalle biblioteche aderenti. Una rete per 1,6 milioni di cittadini Il nuovo sistema bibliotecario integrato coinvolge un bacino di circa 1,6 milioni di abitanti e rappresenta il più ampio progetto di cooperazione bibliotecaria oggi attivo in Italia.La rete è composta da sette sistemi bibliotecari coordinati dalle biblioteche polo di Torino e quelle dei comuni di Beinasco, Chieri, Chivasso, Collegno, Moncalieri e Settimo Torinese, gestita quest’ultima dalla Fondazione Esperienze di Cultura Metropolitana. L’adozione di un’unica piattaforma gestionale nel 2023, basata sull’applicativo Clavis, ha reso possibile la fusione dei cataloghi e la creazione di un punto d’accesso unico al patrimonio bibliografico delle biblioteche del territorio. Questo passaggio ha consentito di migliorare l’efficienza dei servizi, favorire la condivisione delle risorse e garantire una maggiore uniformità nella qualità dell’offerta informativa e culturale. Obiettivi e prospettive BITO nasce con finalità concrete e operative, che si possono riassumere in alcuni punti principali: gestione di un catalogo e di una tessera unificati, per l’accesso a tutti i servizi bibliotecari dell’area torinese; attivazione di un servizio unico di prestito digitale, attualmente basato sulla piattaforma MediaLibrary Online (MLOL); definizione di una governance condivisa per la programmazione culturale e la promozione della lettura; consolidamento del ruolo delle biblioteche come presìdi di prossimità e strumenti di coesione sociale. In considerazione delle sue implicazioni economiche e logistiche, il servizio di circolazione libraria fra tutte le biblioteche del Sistema non è ancora pienamente integrato ed attualmente opera nei suoi vecchi “bacini” territoriali, quello di Torino e quello della cintura torinese; l’evoluzione del progetto prevede l’integrazione completa del servizio entro il 2027. Un modello di cooperazione territoriale Con l’avvio di BITO, la Regione Piemonte e gli enti aderenti hanno completato un processo di integrazione previsto fin dal 2004, attraverso una collaborazione che ha coinvolto amministrazioni comunali, biblioteche, fondazioni e strutture tecniche.Il modello che si è sviluppato potrà rappresentare un punto di riferimento anche per altri territori, per la capacità di coniugare efficienza gestionale, coordinamento tecnologico e dei servizi e valorizzazione delle identità locali. BITO non sostituisce le singole biblioteche, ma ne valorizza le competenze, i patrimoni e le attività, rafforzandone il ruolo nella rete dei servizi culturali pubblici.La cooperazione tra i diversi sistemi e comuni consente di ampliare l’offerta, sostenere i progetti di promozione della lettura e sviluppare nuovi servizi digitali e formativi. Il progetto BITO non può dirsi concluso poiché è da completare l’integrazione del servizio di circolazione libraria, la pianificazione unitaria delle attività culturali e l’unificazione dei progetti di promozione della lettura. Nonostante queste lacune, con la nascita di BITO – Biblioteche integrate del Torinese, il territorio metropolitano di Torino ha compiuto un passo significativo verso un sistema bibliotecario più moderno e coordinato.La cooperazione fra istituzioni locali e Regione Piemonte ha consentito di trasformare un progetto di lunga durata in una realtà operativa, capace di migliorare i servizi per i cittadini e di promuovere la cultura come bene comune e condiviso.
Bibliobando: FUTURA+ e ONLIFE+

Bibliobando FUTURA+ e ONLIFE+: due occasioni per fare delle biblioteche hub di competenze digitali e occupabilità 3/11/2025 Negli ultimi anni la transizione digitale è diventata un prerequisito per accedere a servizi pubblici e privati, istruzione e lavoro, ma permangono forti divari di genere, generazionali e territoriali. E le biblioteche di fronte a questo bisogno sono rimaste a guardare? Certo che no! di Stefania Guadagnoli. Biblioteche Castelli Romani Le Biblioteche hanno attivato sportelli di facilitazione digitale e digital corners per l’autoapprendimento, dotato le sale lettura di wi-fi, attivato il prestito di tablet, offerto la biblioteca digitale, realizzato progetti di digitalizzazione del patrimonio e molto molto altro. FUTURA+ e ONLIFE+, del Fondo per la Repubblica Digitale nel panorama dei bandi dedicati alle competenze digitali, rappresentano due occasioni concrete per continuare a lavorare in questa direzione e trasformare sempre più le biblioteche in hub territoriali dove formazione, orientamento e occupabilità si incontrano. Le biblioteche d’altra parte hanno una posizione privilegiata: sono capillari, affidabili, riconosciute dalle comunità: luoghi dove intercettare donne e giovani, che spesso diffidano dell’offerta formativa tradizionale o faticano a conciliare impegni e percorsi di crescita. In concreto, le biblioteche possono accogliere e orientare, ospitare laboratori brevi e pratici (dall’identità digitale alla produttività, dalla sicurezza online all’uso consapevole dell’IA), attivare competenze certificate spendibili e fare da ponte con Centri per l’impiego, scuole, terzo settore e imprese locali per tirocini brevi, job coaching e inserimenti mirati. I due bandi richiedono interventi su almeno due regioni o nazionali e allora perché non trasformare questo vincolo in una leva per costruire alleanze interregionali tra biblioteche, con obiettivi, calendari e governance condivisi? Lavorare in rete consente di mettere a fattor comune metodologie didattiche, strumenti di certificazione e protocolli di tutoraggio, creando un repertorio comune riconoscibile e replicabile, accrescendo scalabilità e sostenibilità, ponendo le basi per costruire una collaborazione duratura tra biblioteche anche oltre le attività, i risultati e il limite temporale dei due bandi. Dunque, accettiamo la sfida? Di seguito il dettaglio dei due bandi, che si differenziano principalmente per target e qualche focus specifico sulle attività previste, per iniziare a fare le prime riflessioni e i primi ragionamenti. BANDO FUTURA+ Soggetto finanziatore: Fondo per la Repubblica digitale (https://www.fondorepubblicadigitale.it/bandi/bando-futura-plus/) Obiettivo: accrescere le competenze digitali delle donne 18–67 anni, riducendo il divario di genere nell’accesso e nell’uso consapevole delle tecnologie; favorire inserimento, permanenza e riqualificazione nel lavoro attraverso percorsi formativi, soft skills e accompagnamento al placement; sostenere interventi scalabili e misurabili sul territorio (multi-regionali/nazionali), con chiari risultati occupazionali e di empowerment. Beneficiari finali: donne in età lavorativa 18–67 (occupate e non). Chi può presentare: solo in partenariato da 3 a 8 soggetti guidati da un Soggetto responsabile, ente pubblico o privato senza scopo di lucro, con sede legale in Italia e almeno 2 anni di anzianità alla data di chiusura del bando. Ammessi partner for profit, entro limiti di budget, per competenze tecniche e sbocchi occupazionali. Scadenza e invio: 18 dicembre 2025, ore 11:00 | invio candidatura su piattaforma Re@dy. Ambito territoriale: almeno 2 regioni o nazionale. Contributo per progetto: € 1–3 milioni (dotazione complessiva € 15 milioni) con costo unitario massimo € 3.500 per beneficiaria; costi indiretti forfettari fino all’8% inclusi nel contributo. Durata: 18–30 mesi Cosa finanzia: formazione digitale base/avanzata; sviluppo soft skills; riattivazione/placement; azioni di intercettazione/ingaggio con eventuali servizi di conciliazione (per favorire la partecipazione). Valutazione e premialità: criteri su coerenza, qualità tecnica, partenariato, fattibilità; premialità per progetti già sostenuti nella prima edizione che ampliano partenariato e platea (fase di scale-up del Piano Strategico 2025–2026). Misurazione dell’impatto: prevista valutazione rigorosa (coordinata dall’Evaluation Lab del Fondo). BANDO ONLIFE+ Soggetto finanziatore: Fondo per la Repubblica digitale (https://www.fondorepubblicadigitale.it/bandi/bando-onlife-plus/) Obiettivo: accrescere le competenze digitali dei giovani NEET 15–34 anni (non occupati, non in istruzione/formazione); favorire inserimento e permanenza nel lavoro tramite percorsi formativi, soft skills e accompagnamento al placement; engagement continuativo dei partecipanti attraverso intercettazione attiva, presa in carico, tutoring/mentoring durante il percorso; promuovere interventi scalabili e misurabili (multi-regionali/nazionali) con risultati occupazionali concreti. Beneficiari finali: giovani NEET 15–34 (non lavorano, non studiano e non sono in formazione al momento della presa in carico). Chi può presentare: solo in partenariato da 3 a 8 soggetti guidati da un Soggetto responsabile (ente pubblico o privato senza scopo di lucro, sede legale in Italia, almeno 2 anni di anzianità alla data di chiusura del bando). Partner for profit ammessi entro limiti di budget e per ruoli tecnico-occupazionali. Scadenza e invio: 18 dicembre 2025, ore 11:00 | invio candidatura su piattaforma Re@dy. Ambito territoriale: almeno 2 regioni o nazionale. Contributo per progetto: € 1–3 milioni (dotazione complessiva € 20 milioni) con costo unitario massimo € 3.500 per beneficiario; costi indiretti forfettari fino all’8% inclusi nel contributo. Durata: 18–30 mesi. Cosa finanzia: formazione digitale base/avanzata (strumenti, produttività, sicurezza, servizi PA); sviluppo di soft skills utili al lavoro (comunicazione, problem solving, teamwork); riattivazione e accompagnamento al lavoro attraverso orientamento, coaching, matching, tirocini brevi; engagement continuativo e misure di conciliazione per frequenza/completamento. Valutazione e premialità: criteri su coerenza, qualità tecnica, partenariato, fattibilità; premialità per progetti già sostenuti nella precedente edizione Onlife che ampliano partenariato e platea. Misurazione dell’impatto: prevista valutazione rigorosa con supporto dell’Evaluation Lab del Fondo.
L’Associazione si rinnova

L’Associazione si rinnova: nuove regole, nuova energia per la Rete delle Reti 3/11/2025 L’aggiornamento dello Statuto rende l’Associazione ancora più inclusiva, più operativa, più proiettata verso il futuro delle biblioteche italiane. di Giuseppe De Righi, Presidente della Rete delle Reti Lo scorso 29 settembre si è tenuta a Genzano di Roma l’Assemblea ordinaria e straordinaria dei soci di Rete delle Reti. Un momento importante per la vita dell’associazione, che ha visto la partecipazione di 21 soci su 27, pari a 901 millesimi: un dato significativo, perché ha permesso di superare ampiamente il quorum richiesto e di approvare in via definitiva il nuovo Statuto. La seduta, alla presenza della notaia Alice Fiorletta, si è aperta con la constatazione che la Rete delle Reti è ormai diventata una realtà solida e riconosciuta, con un ruolo crescente nei rapporti con il Ministero della Cultura, con Federculture e con i network europei come EBLIDA. «Non siamo più solo un coordinamento informale – ha osservato il presidente Giuseppe De Righi – ma un soggetto riconosciuto che rappresenta una parte consistente dei sistemi bibliotecari italiani e dialoga con le istituzioni a tutti i livelli». Le principali modifiche statutarie Il nuovo Statuto – approvato con 20 voti favorevoli e una sola astensione – rappresenta un passo avanti decisivo nella definizione della struttura di governo dell’associazione. Le modifiche più rilevanti riguardano tre aspetti:1. Rappresentanza e governance. È stata ampliata la composizione della Giunta Esecutiva, che ora può contare fino a sei consiglieri oltre al presidente, al vicepresidente e al coordinatore della Commissione Tecnica. Questa scelta consente di dare maggiore spazio agli amministratori degli enti soci, accanto alla componente tecnica rappresentata dal coordinatore.2. Snellimento delle procedure. Sono stati introdotti meccanismi più flessibili per il funzionamento dell’assemblea: il preavviso di convocazione passa da 7 a 15 giorni per garantire la più ampia informazione ai soci e il quorum in seconda convocazione è fissato al 30% delle quote associative, per evitare il rischio di paralisi in caso di scarsa partecipazione.3. Introduzione del Direttore. Per la prima volta il ruolo del direttore viene previsto e regolato statutariamente. Figura di supporto tecnico e gestionale, il direttore – nominato dalla Giunta – coordina le attività quotidiane, cura l’organizzazione interna e partecipa, senza diritto di voto, alle riunioni degli organi associativi. Una modifica che riconosce formalmente una funzione già esistente e essenziale per l’operatività della Rete. Il testo approvato aggiorna inoltre la sede legale, ora presso Federculture in via Zanardelli 34 a Roma, e introduce la possibilità di aprire sedi secondarie – tra cui una in Lombardia – per seguire i progetti in corso con la Fondazione Cariplo. Un’assemblea partecipata e costruttiva L’assemblea si è svolta in un clima di partecipazione e confronto. L’unica astensione, quella della rappresentante delle Biblioteche di Roma, è stata motivata con il recente cambio di direzione e la necessità di un approfondimento interno. Diverse osservazioni puntuali, come la proposta di fissare un quorum minimo anche per la seconda convocazione, sono state accolte all’unanimità, a conferma di un metodo di lavoro collaborativo e aperto. Il presidente De Righi ha ricordato che l’associazione ha compiuto un percorso lungo per arrivare a questa revisione, «nata dall’esigenza di garantire una rappresentanza più ampia e di rendere più fluido il funzionamento interno». L’obiettivo, ha aggiunto, è rafforzare la capacità decisionale e organizzativa di un soggetto che oggi non è solo un coordinamento, ma una vera e propria infrastruttura della cooperazione bibliotecaria italiana. Rinnovo delle cariche L’assemblea ha anche provveduto al rinnovo degli organi sociali, scaduti dopo il primo triennio di attività (2022–2025). Con voto unanime sono stati eletti: Presidente: Giuseppe De Righi (Consorzio SB Castelli Romani) Vicepresidente: Mauro Bruno (Regione Puglia) Coordinatore: Stefano Rinaldi (Rete Bibliotecaria Bergamasca) Consiglieri: Quirino Briganti (Compagnia dei Lepini), Valentina Capelli (SB Seriate Laghi), Giacinto Gaetano (SB Lametino), Franco Orsola (SB Settimo Torinese), Maria Antonia Triulzi (CSBNO). Cinque dei componenti sono stati riconfermati per il secondo mandato, segno di continuità e fiducia nel lavoro svolto. Due i nuovi ingressi: Mauro Bruno, dirigente del settore Innovazione e Reti della Regione Puglia, e Valentina Capelli, presidente del sistema Seriate Laghi, che porteranno nuovi punti di vista e competenze complementari. Verso il nuovo piano strategico La nuova Giunta Esecutiva avrà ora il compito di definire il Piano Strategico 2026–2027, già tracciato in parte dalla precedente gestione. Il documento individuerà le linee di azione prioritarie della Rete delle Reti nei prossimi anni: consolidamento della base associativa, sviluppo di servizi comuni, progettazione europea e rafforzamento delle relazioni con le istituzioni nazionali e regionali. Come ha concluso il presidente De Righi, «questa assemblea ha dimostrato che Rete delle Reti è una realtà viva, capace di lavorare insieme e di rinnovarsi senza perdere la propria identità. Ora si apre una nuova fase: più inclusiva, più operativa, più proiettata verso il futuro delle biblioteche italiane».
